03 LUGLIO 2026
L'esenzione Irpef sulle pensioni alle vittime del dovere, ai soggetti equiparati e ai loro familiari superstiti, passa necessariamente da una richiesta apposita che va trasmessa all'INPS. In assenza di questa domanda l'istituto pensionistico non potrà quindi applicare l’esenzione, che dunque non viene riconosciuta in automatico.
Nuovi chiarimenti sono arrivati col messaggio INPS n. 1943 dello scorso 10 giugno circa l'esenzione fiscale sulle pensioni alle vittime del dovere, che proprio dal 2026 inizia produrre effetti concreti per via dell'ampliamento tout court, cioè a qualunque trattamento previdenziale erogato alle vittime stesse o ad altri soggetti vicini (ne parlavamo già in un articolo dello scorso febbraio). Di fatto l'agevolazione, già prevista dalla Legge 232/2016 (art. 1, comma 211), viene oggi applicata in modo più esteso come già l’Agenzia delle Entrate aveva illustrato nella risoluzione 68/2025.
In altre parole, dal 2026, tutte le pensioni percepite da queste categorie di persone risultano esenti da Irpef, anche quando non sono direttamente collegate all’evento che ha determinato il riconoscimento dello status di vittima del dovere. E' dunque evidente che si tratta di un cambio di passo significativo rispetto al passato, quando appunto il beneficio fiscale riguardava solo i trattamenti strettamente connessi al fatto lesivo o comunque al servizio da cui era scaturita la condizione di vittima del dovere.
Tale novità investe per altro non solo le pensioni già in pagamento, ma anche quella di nuova liquidazione. In sostanza viene riconosciuto un diritto fiscale trasversale che accompagna la persona (vittima o suo familiare) in quanto beneficiaria di quel trattamento pensionistico, se non di altri, abbattendo perciò lo steccato del "merito" e della motivazione per cui si beneficia di una certa pensione.
Per ottenere però l’esenzione, come accennavamo, l’interessato deve presentare una specifica domanda all’istituto di previdenza. Questo passaggio è appunto fondamentale perché il beneficio non viene applicato automaticamente. Nella richiesta occorrerà quindi dichiarare il proprio status di vittima del dovere o di soggetto equiparato e indicare gli estremi del provvedimento che ne certifica il riconoscimento.
Per quanto riguarda i familiari superstiti, compresi anch'essi nel beneficio, vanno tenute in conto alcune condizioni. Quando ad esempio una pensione diventa di reversibilità, il beneficio fiscale si applica a tutte le pensioni del superstite, anche future, finché restano i requisiti di legge; tuttavia, nel caso dell’orfano il beneficio si perde non appena si ottiene una pensione diretta propria, mentre per il coniuge superstite continua a valere anche sulle pensioni personali presenti e future, purché mantenga il diritto alla pensione ai superstiti.