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Tax day 2 dicembre: ecco gli appuntamenti da non mancare

 
02 DICEMBRE 2019

Il 2 dicembre è arrivato. Oggi si concentrano, tra versamenti e adempimenti dichiarativi, almeno quattro importanti scadenze per cui è possibile, qualora non aveste ancora provveduto, rivolgersi agli uffici territoriali CAF ACLI. Si tratta in realtà di adempimenti che scadrebbero di norma tutti il 30 novembre, ma il 30 novembre quest’anno è capitato di sabato, quindi il tutto è slittato a lunedì 2 dicembre. Vediamo allora in breve quali sono questi appuntamenti…

Modello REDDITI

I contribuenti titolari di redditi non dichiarabili col 730 (ad esempio le partite Iva), ma anche gli altri contribuenti che hanno mancato l’appuntamento del 730, devono entro il 2 dicembre sfruttare la chance del Modello REDDITI.
Nel caso dei contribuenti non abilitati ai servizi telematici, che dunque si affidano a commercialisti o CAF, l’intermediario competente è tenuto a rilasciare l’impegno a presentare – appunto per via telematica – i dati in essa contenuti. Per finire, l’intermediario stesso sarà tenuto, entro 30 giorni dal termine previsto per la presentazione della dichiarazione, a rilasciare, unitamente all’originale del modello, una copia della comunicazione dell’Agenzia delle Entrate che ne attesta l’avvenuto ricevimento.
Tale comunicazione diverrà quindi per il contribuente la prova dell’avvenuta consegna del modello. Potrebbe però capitare che una volta inviata la dichiarazione, il sistema dell’Agenzia la scarti per la presenza di dati non corretti o non richiesti, oppure perché trasmessa più volte. In casi del genere le Entrate notificheranno lo scarto all’intermediario abilitato, con la possibilità di inviare nuovamente il modello in modo corretto entro cinque giorni dalla notifica.

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Correzione Modello 730

Il 2 dicembre è il termine per trasmettere non solo le dichiarazioni di tutti i contribuenti (persone fisiche e non) che non hanno fatto il 730, ma anche le dichiarazioni correttive nei termini che si riferiscono ai 730 errati da cui sono scaturiti benefici cui non si aveva diritto. Quando si parla di correttiva nei termini, si parla in pratica di un Modello REDDITI come gli altri, solo con la differenza di dover barrare la casella “correttiva nei termini” presente sul frontespizio (per assistenza CAF ACLI è sempre disponibile, in sede oppure online). La compilazione della casella attesterà quindi che non si tratta di una dichiarazione elaborata ex novo, ma appunto di un modello riferito a un 730 errato trasmesso in precedenza entro la dead-line del 23 luglio 2019.
In quel 730, dunque, il contribuente potrebbe aver commesso due tipologie di errori: aver dichiarato redditi più bassi di quelli realmente percepiti, oppure essersi fatto attribuire detrazioni o deduzioni non spettanti. In un modo o nell’altro, in una situazione simile, il contribuente avrà per forza goduto di un credito più alto del reale o comunque, pur andando a debito, avrà pagato un’imposta più bassa di quella che gli toccava. L’occasione allora per rimediare agli eventuali errori, è la trasmissione di un REDDITI correttivo nei termini entro il 2 dicembre. Chiaramente il maggior debito che risulterà dalla correzione sarà appesantito dagli interessi legali e dalla sanzione in misura ridotta.

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Acconti 2019

Per quanto riguarda gli acconti le regole hanno subito un parziale cambiamento per effetto del Decreto Fiscale 2020 pubblicato in Gazzetta il 26 ottobre e già in vigore dal 27, in attesa ovviamente della conversione definitiva entro i canonici 60 giorni. L’articolo 58 del decreto ha infatti stabilito che “i versamenti di acconto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e dell’imposta sul reddito delle società, nonché quelli relativi all’imposta regionale sulle attività produttive sono effettuati, ai sensi dell’articolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 2001, n. 435, in due rate ciascuna nella misura del 50 per cento”.
Questa novità, però, non vale per tutti ma solo “per i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale”, nonché per i “soggetti che partecipano a società, associazioni e imprese ai sensi degli articoli 5, 115 e 116 del testo unico delle imposte sui redditi”. Quindi, nella sostanza, la novità non tocca i normali lavoratori dipendenti o pensionati, per i quali resta valida la solita regola dell’acconto versato nella misura del 100%, o in rata unica oppure in due rate a giugno e novembre rispettivamente al 40 e 60 per cento.

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Saldo & stralcio

La data del 2 dicembre chiama a raccolta anche quei contribuenti che hanno manifestato, entro lo scorso 31 luglio, la loro adesione al cosiddetto “saldo e stralcio” istituito dal Decreto Crescita, che offriva in pratica ai contribuenti in condizione di “grave e comprovata difficoltà economica” (da dimostrare tramite l’Isee), di alleggerire le somme dovute nei confronti dell’amministrazione. E sono appunto questi i contribuenti chiamati a versare, entro il 2 dicembre, la prima o unica rata del piano agevolato di saldo e stralcio.
Di quali debiti parliamo? Si tratta di cartelle emesse tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2017 derivanti dall’omesso versamento di:

  • imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e dai controlli automatizzati ex artt. 36-bis, DPR n. 600/73 e 54-bis, DPR n. 633/72, a titolo di tributi e relativi interessi e sanzioni;
  • contributi previdenziali dovuti alle Casse professionali / Gestioni dei lavoratori autonomi dell’INPS (ossia, Gestione IVS artigiani e commercianti e Gestione separata INPS), esclusi quelli richiesti a seguito di accertamento.

Il piano di versamento potrebbe prevedere la possibilità di estinguere il debito o in un'unica soluzione entro il 2 dicembre (la data del 30 novembre 2019 stabilita per legge cade infatti di sabato), oppure in 5 rate così suddivise:

  • 35% sempre con scadenza il 2 dicembre 2019;
  • 20% con scadenza il 31 marzo 2020;
  • 15% con scadenza il 31 luglio 2020;
  • 15% con scadenza il 31 marzo 2021;
  • il restante 15% con scadenza il 31 luglio 2021.

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