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Successioni: niente più obbligo di estratti catastali

 
11 SETTEMBRE 2015

L’estratto catastale nella dichiarazione di successione non è più obbligatorio. A chiarirlo è stata la risoluzione 11/E dell’Agenzia delle Entrate del 13 febbraio 2013, che di fatto ha allontanato ogni dubbio sulla validità o meno dell’obbligo di accludere ai documenti della successione i dati catastali di un immobile passato in eredità. La risoluzione giunge a tale conclusione tratteggiando una rapida panoramica sulla normativa prodotta fino ad oggi in merito all’argomento, a partire dal Dlgs 346 del 31 ottobre 1990, vale a dire l’atto normativo che racchiude le disposizioni concernenti l'imposta sulle successioni e donazioni.

In particolare fu l’articolo 30, alla lettera “e”, a introdurre l’obbligo di allegare alla dichiarazione di successione “gli estratti catastali relativi agli immobili” ereditati. Ciò nonostante le norme succedutesi dal ’90 ad oggi procedono in tutt’altra direzione. A tal proposito, il primo esempio che fa l’Agenzia chiama in causa i principi di semplificazione garantiti dall’articolo 6, commi 3 e 4, dello Statuto del Contribuente, in base al quale “l’amministrazione finanziaria assume iniziative volte a garantire che il contribuente possa adempiere le obbligazioni tributarie con il minor numero di adempimenti e nelle forme meno costose e più agevoli”. Non solo, ma “al contribuente non possono, in ogni caso, essere richiesti documenti ed informazioni già in possesso dell’amministrazione finanziaria o di altre amministrazioni pubbliche”.

Alla stessa conclusione è giunta poi la legge 183 del 12 novembre 2011, che all’articolo 15, riformulando l’articolo 43 del Dpr 445 del 28 dicembre 2000, stabilisce che “le amministrazioni pubbliche ed i gestori di pubblici servizi sono tenuti ad acquisire d’ufficio le informazioni oggetto delle dichiarazioni sostitutive, nonché tutti i dati ed i documenti che siano già in possesso delle pubbliche amministrazioni stesse”. Originariamente, infatti, l’articolo 43 del 445/2000 restringeva tale divieto alla richiesta di “atti o certificati concernenti stati, qualità personali e fatti”, nei quali appunto non rientravano le certificazioni catastali. Di conseguenza, messa in questi termini, la faccenda sembrerebbe non presentare particolari dubbi.

Il problema è che successivamente l’articolo 6, comma 5, del Dl 16/2012 ha disposto a chiare lettere che le regole previste dall’articolo 43 del Dpr 445/2000 “non si applicano ai certificati ipotecari e catastali rilasciati dall'Agenzia del Territorio” abrogando di fatto proprio quelle modifiche introdotte nel Dpr 445 dalla legge 183/2011. Ma a dirimere in via definitiva la questione, fanno presente le Entrate, è sopravvenuta la legge 44 del 26 aprile 2012 apportando una modifica sostanziale all’articolo 6 del Dl 16/2012, in base alla quale “le Agenzie fiscali, per l’espletamento dei compiti istituzionali, accedono, anche con modalità telematiche, ai servizi di consultazione delle banche dati ipotecaria e catastale gestite dall’Agenzia del Territorio, nonché delle banche dati del libro fondiario e del catasto gestite dagli enti pubblici territoriali”.

Si sta dicendo in pratica che in presenza di una qualunque dichiarazione di successione, l’Agenzia delle Entrate può accedere per via telematica alla consultazione dei dati contenuti negli archivi catastali. Si ritiene pertanto, conclude l’Agenzia, "che i dati catastali relativi agli immobili oggetto della dichiarazione di successione debbano essere acquisiti d’ufficio dall’Agenzia delle entrate e che i contribuenti non siano più tenuti ad allegare alla dichiarazione gli estratti catastali” degli immobili stessi.

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