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Studenti fuori sede: detrazione affitto livellata sui 100 km

 
06 MARZO 2020

Attenzione alle spese di affitto sostenute per gli studenti universitari fuori sede, perché dopo il biennio dei periodi d’imposta 2017-18, nei quali la distanza fiscalmente rilevante tra l’ateneo e la casa di residenza del giovane, ai fini della detrazione dell’onere, poteva anche essere di 50 km, dal 2019 invece – con effetto quindi nelle dichiarazioni di quest’anno (Modello 730 o Modello REDDITI 2020 per cui è possibile già adesso rivolgersi alle sedi CAF ACLI o alla nostra piattaforma online) è tornato a valere il criterio uniforme (per tutti) dei 100 km di distanza.

Ossia: per far sì che la detrazione sia accordata è necessario che lo studente sia iscritto ad un ateneo situato non solo in un Comune diverso da quello di residenza, ma anche in una provincia diversa e che si trovi comunque a una distanza minima di 100 km. Per fare un banale esempio, secondo tale criterio uno studente residente a Monza e iscritto alla Bocconi di Milano, non potrebbe mai detrarre le spese di affitto dell’appartamento milanese.

Detrazione affitto studenti fuori sede: cosa cambia nel 2020?

La differenziazione introdotta nei periodi di imposta 2017-2018 (dunque dichiarazioni 2018-2019), avvantaggiava in pratica gli studenti residenti nelle zone cosiddette “montane” o “disagiate”, ovvero quei Comuni che possono contare su ramificazioni di collegamento meno dirette e agevoli rispetto a Comuni o metropoli più connesse.

Per l’esattezza, le zone montane sono quelle individuate ai sensi legge 984 del 27 dicembre 1977, mentre le zone disagiate – spiegava l’Agenzia delle Entrate nelle istruzioni ai CAF per il 730 – “la valutazione del disagio è effettuata sulla base di criteri oggettivi riferibili al comune di residenza e non rispetto al comune in cui è sita la sede universitaria”. Quindi, solo per coloro i quali fossero residenti nelle suddette zone, la distanza tra il Comune e l’ateneo veniva dimezzata da 100 a 50 km.

Affitto studenti fuori sede: quando spetta la detrazione?

Regola, però, che non varrà più nelle dichiarazioni di quest’anno relative al 2019, visto che il criterio – per gli affitti di tutti i fuori sede pagati appunto nel 2019 – rispolvera la distanza omogenea casa-università dei 100 km, senza alcuna distinzione tra zone disagiate/montane e non. Oltretutto, il requisito chilometrico rappresenta un’indicazione generale da valutare poi su ogni singolo caso. Occorre infatti fare riferimento alla “distanza più breve calcolata in riferimento ad una qualsiasi delle vie di comunicazione esistenti, ad esempio, ferroviaria o stradale. Il diritto alla detrazione sussiste se almeno uno dei predetti collegamenti risulti pari o superiore alla distanza di 100 km richiesta ai fini dell’agevolazione”.

Ricordiamo adesso gli altri requisiti che occorrono per essere in regola col Fisco. Anzitutto, per essere detraibile, l’affitto dello studente deve essere regolato da un contratto di locazione stipulato ai sensi della legge 9 dicembre 1998, n. 431. Possono valere in alternativa anche gli “atti di assegnazione in godimento o locazione stipulati dagli studenti con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fine di lucro o cooperative”.

Spese affitto studenti fuori sede: quanto posso detrarre?

Un’ultima notazione va fatta sul limite di spesa detraibile, che è pari a 2.633 euro. All’atto pratico lo sconto, che si applica nella misura del 19%, spetterà allo studente (qualora possegga un suo reddito) oppure a entrambi i genitori che potranno quindi suddividerlo al 50%. In alternativa il beneficio sarà goduto dal singolo genitore che abbia sostenuto tutta la spesa. Di conseguenza, anche ipotizzando di spendere 3mila euro d’affitto nell’anno d’imposta, il massimo sconto ottenibile sarà comunque pari a 500 euro, cioè il 19% di 2.633.

C’è poi da precisare, specialmente per i genitori con più figli a carico, che lo stesso limite di 2.633 euro, oltre a essere riferito a ciascun figlio, è anche riferito alla spesa effettuata da ciascun genitore. Cioè, se ad esempio ci fossero due figli a carico, ciascun genitore, pur avendo speso 3mila euro per un figlio e 3mila per l’altro, potrebbe comunque portarsi in detrazione, nel complesso, solo il 19% di 2.633 euro.

Luca Napolitano
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