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Spese scolastiche: detrazione più generosa nel Modello 730

 
11 FEBBRAIO 2019

Continua ad alzarsi, anche nella dichiarazione 2019, l’asticella delle spese d’istruzione che saranno detraibili sempre nella misura standard del 19% entro un importo massimo (cioè entro una spesa sostenuta) pari non più a 717 euro, com’è stato nel 2018, ma a 786 euro. Secondo quanto disposto dalla riforma renziana della “buona scuola” la detrazione è stata incanalata su un doppio binario: da una parte, cioè, ci sono le spese universitarie – per le quali sono previsti massimali di spesa detraibile che variano a seconda dei corsi di laurea e della zona geografica in cui è situato l’ateneo –, dall’altra abbiamo invece quelle per le scuole primarie e secondarie (se hai bisogno di aiuto per la dichiarazione, puoi usufruire della nostra consulenza fiscale contattando la sede CAF ACLI più vicina, prenotando un appuntamento online, oppure registrandoti alla nostra piattaforma Il730.Online).

La vecchia formulazione dell’articolo 15, comma 1, lettera “e” del Tuir prevedeva la possibilità di detrarre nella misura del 19%, senza distinzione, le spese sostenute per la “frequenza di corsi di istruzione secondaria, universitaria, di perfezionamento e/o di specializzazione, tenuti presso istituti o università italiane o straniere, pubbliche o private, in misura non superiore a quella stabilita per le tasse e i contributi degli istituti statali italiani”. Ai sensi del comma 2 del medesimo articolo la detrazione spettava (e spetta tutt’ora) anche per gli oneri sostenuti nell’interesse dei familiari fiscalmente a carico.

Viceversa con la riforma di Renzi la suddetta lettera “e” viene rinnovata limitando la detraibilità alle sole spese sostenute per i corsi di istruzione universitaria (ad esempio immatricolazione ed iscrizione, soprattasse per esami di profitto e laurea, frequenza, corsi di specializzazione) “in misura non superiore a quella stabilita per le tasse e i contributi delle università statali”. Poi, in aggiunta alla lettera “e”, è stata successivamente inserita la lettera “e-bis” in cui si dispone l’applicazione della detrazione Irpef del 19% in riferimento alle spese, entro un limite massimo innalzato quest’anno a 786 euro, per la frequenza:

  • delle scuole dell’infanzia (ex asili);
  • del primo ciclo di istruzione, cioè delle scuole primarie (ex elementari) e delle scuole secondarie di primo grado (ex medie);
  • e infine delle scuole secondarie di secondo grado (ex superiori).

Quindi, in sintesi, abbiamo una detrazione che distingue le spese universitarie (lettera “e”) da tutto ciò che viene prima (lettera “e-bis”), a cominciare dall’entrata in asilo fino all’esame di maturità. Non solo: un altro cambiamento sostanziale introdotto dalla riforma risiede nell’uniformità della detrazione che cancella, riguardo alle sole spese non universitarie, il vecchio discrimine fra istituti statali e parificati (cioè i privati). Difatti, secondo il vecchio regolamento, la detrazione sui contributi pagati alle scuole parificate era ammessa, ma solo entro i limiti in cui gli stessi contributi non superassero l’importo di quelli pagati alle scuole statali, principio che è rimasto in vigore per l’istruzione universitaria.

Di conseguenza, a prescindere da quale sia il livello d’istruzione ricevuta (non importa se infantile, primaria o secondaria) e dall’istituto frequentato (non importa se privato o statale), il nuovo regolamento introduce un tetto massimo di spesa detraibile pari a 786 euro annui per ciascun alunno o studente, sui quali verrà appunto applicata la detrazione del 19%, con un risparmio sull’imposta lorda che nel migliore dei casi ammonterà a 149 euro (cioè il 19% di 786).

Per quanto riguarda invece le università, il discrimine fra atenei statali e privati viene, come abbiamo detto, mantenuto. Le spese, quindi, sostenute nelle università private, saranno detraibili “in misura non superiore a quella stabilita annualmente per ciascuna facoltà universitaria con decreto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, tenendo conto degli importi medi delle tasse e dei contributi dovuti alle università statali”.

Luca Napolitano

Ti ricordiamo che puoi usufruire della nostra consulenza fiscale contattando la sede CAF ACLI più vicina, prenotando un appuntamento online, oppure registrandoti alla nostra piattaforma Il730.Online.
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