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Spese mediche: fino al 28 febbraio per il no sul 730 precompilato

 
14 FEBBRAIO 2019

Fino al 28 febbraio i contribuenti potranno esprimere il proprio diniego alla precompilazione (da parte dell’Agenzia delle Entrate) delle spese sanitarie relative all’anno 2018 sui modelli 730 o Redditi 2019 passando dal canale online del Sistema Tessera Sanitaria. Come informa Fiscooggi.it, sito d’informazione ufficiale dell’AdE, “le informazioni consultabili sono quelle relative agli anni 2017, 2018 e 2019, trasmesse dagli erogatori di prestazioni sanitarie. I dati possono essere esportati o visualizzati sotto forma di statistiche, come la ripartizione per tipologia di erogatore o per tipologia di spesa oppure la distribuzione mensile”.

Chiariamo subito che impedire all’AdE di precaricare qualsivoglia spesa medica sul 730 o sul Redditi (che saranno consultabili online da metà aprile) non significa rinunciare alla detrazione di quella spesa sulla dichiarazione. La spesa, o le spese, di fatto, potranno essere tranquillamente inserite in un secondo momento quando il modello sarà nella piena disponibilità del contribuente (se hai bisogno di aiuto per la dichiarazione, puoi usufruire della nostra consulenza fiscale contattando la sede CAF ACLI più vicina, prenotando un appuntamento online, oppure registrandoti alla nostra piattaforma Il730.Online). È ovvio, però, che modificando il precompilato con l’inserimento a posteriori delle spese mediche comporterà che l’Agenzia, su quel modello, farà le debite verifiche.

La precompilazione delle spese sanitarie sostenute per ticket, visite specialistiche, farmaci e altre prestazioni mediche è resa possibile grazie al flusso informativo con il quale medici, farmacie, ospedali e gli altri soggetti tenuti all’adempimento, trasmettono al Sistema TS i dati dei documenti fiscali (scontrini, ricevute e fatture) che rilasciano a pazienti o assistiti al momento del pagamento, informazioni che poi il STS – salvo diniego da parte del contribuente – trasmetterà all’Agenzia per la predisposizione della dichiarazione precompilata.

Per l’esattezza il Fisco avrà a disposizione il codice fiscale del contribuente o del familiare a carico cui si riferisce la spesa o il rimborso, il codice fiscale o partita Iva, e la denominazione di chi eroga la prestazione, la data del documento, la tipologia e l’importo della spesa o del rimborso. In sintesi, l’elenco dei professionisti e delle strutture tenuti alla trasmissione telematica delle spese sostenute dai loro clienti o pazienti nel 2017, è il seguente:

  • Asl e aziende ospedaliere;
  • istituti di ricovero e cura a carattere scientifico;
  • policlinici universitari;
  • farmacie (pubbliche e private) e parafarmacie;
  • ambulatori specialistici;
  • strutture per l’erogazione delle prestazioni di assistenza protesica e di assistenza integrativa;
  • presidi e strutture accreditati e non accreditate al SSN per l’erogazione dei servizi sanitari;
  • gli iscritti agli albi di chirurghi e odontoiatri, psicologi, infermieri, ostetriche/i, radiologi, ottici.

Quindi il contribuente, fino al 28 febbraio, per far sì che l’Agenzia non veda, e quindi non utilizzi, tutte le spese sanitarie o anche solo determinate spese effettuate nel 2018, può richiedere, accedendo all’area autenticata del sito web del Sistema TS, che le informazioni relative a spese o rimborsi ricevuti per prestazioni mediche, non vengano utilizzati dall’AdE per l’elaborazione della precompilata. Il sistema, in pratica, consente di consultare l’elenco completo delle spese e di selezionare, voce per voce, quelle per cui si vuole esprimere la propria opposizione all’invio.

Come informa Fiscooggi.it, le modalità di accesso al servizio di consultazione sono queste tre:


Ti ricordiamo che puoi usufruire della nostra consulenza fiscale contattando la sede CAF ACLI più vicina, prenotando un appuntamento online, oppure registrandoti alla nostra piattaforma Il730.Online.
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