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Spese funebri, annullato il vincolo parentale

 
21 APRILE 2017

A partire dall’anno 2016 le spese funebri sono entrate a far parte del 730 precompilato insieme ad altre tipologie di spesa, vedi quelle mediche o d’istruzione. Ma in particolare la detrazione, proprio per un fatto di maggior praticità nell’inserimento dei dati, è stata allargata agli importi sostenuti per qualunque persona, superando così il requisito del vincolo parentale - mantenuto fino alle dichiarazioni del 2015 sui redditi 2014 - fra il defunto e chi sostiene la spesa. Di conseguenza, come disposto dall’articolo 1, comma 954, della Legge di Stabilità 2016, divengono detraibili “le spese funebri sostenute in dipendenza della morte di persone, per un importo non superiore a euro 1.550 (fino al 2015 il tetto era di 1.549,37 euro, ndr) per ciascuna di esse”.

Ciò significa che i 1.550 euro non corrispondono al quantum effettivo che si sottrae dall’imposta lorda, ma alla soglia di spesa sulla quale viene poi calcolato il 19%. Oltretutto va precisato che tale soglia va riferita a ciascun decesso, non al singolo contribuente che sborsa l’importo. In altri termini, per ciascun decesso la detrazione massima spettante equivarrà a 294,5 euro (ossia il 19% di 1.550), da spartire, eventualmente, fra tutti quelli che hanno sostenuto la spesa. Qualora poi vi fossero stati più decessi nell’arco dello stesso anno, sarà sufficiente compilare più righi tra l’E8 e l’E12, ovviamente in riferimento a ciascuno di essi, indicando poi il medesimo codice di spesa “14” con a fianco il relativo importo.

Se la spesa funebre dovesse essere sostenuta da più persone, ma la fattura risultasse intestata a una sola di esse, gli altri avrebbero comunque diritto a spartirsi la detrazione. Questo perché il principio prevalente è quello che agevola chi di fatto ha sostenuto la spesa. Nel caso quindi la fattura dell’agenzia funebre riportasse il nome di una sola persona, ma di fatto alla spesa avessero contribuito più soggetti, sulla fattura stessa andrà riportata un’annotazione (sottoscritta dall’intestatario) che certifichi la spartizione dell’importo. In questo modo, conservando tutti una copia della fattura, sarà possibile applicare la detrazione pro-quota.

Un ultimo chiarimento va fatto su un aspetto non sempre conosciuto, o quantomeno sottovalutato, di questa detrazione, e cioè il cosiddetto principio o criterio di “attualità”. In buona sostanza il Fisco ammette la detrazione esclusivamente per le spese che implicano un legame immediato, attuale appunto, con l’evento della morte. Le spese detraibili saranno quindi quelle “ordinarie” sostenute in occasione di ogni decesso, non quelle effettuate a priori (come ad esempio l’acquisto preventivo di un loculo) o a posteriori (come ad esempio capita quando il Comune, a distanza di anni, esige il trasporto o la risistemazione della salma).

Luca Napolitano
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