22 LUGLIO 2026
Per detrarre nel
730 la spesa funebre è fondamentale il criterio di attualità, vale a dire il vincolo temporale diretto con l'evento del decesso. A ricordarlo è una delle ultime faq pubblicate dall'Agenzia delle Entrate sulla rivista online Fiscooggi.it. Si tratta appunto dell'unico vero vincolo regolatore su cui si basa la detrazione, che ormai da diversi anni ha eliminato il requisito della parentela fra la persona deceduta e chi sostiene la spesa (per avere assistenza è possibile
affidarsi a CAF ACLI).
Di frequente capita però di imbattersi in alcuni quesiti che domandano la possibilità di detrarre certe spese, come ad esempio l'acquisto di loculi o tombe familiari, effettuate "solo" in previsione di future onoranze funebri, quindi non a seguito di un decesso specifico. Casistiche, purtroppo, che proprio a causa del cosiddetto "criterio di attualità", non prevedono l'applicazione della detrazione.
Il discorso cambia naturalmente per le spese effettuate in concomitanza di un evento luttuoso, cosa che apre automaticamente l'applicabilità del bonus non solo alle spese per le onoranze funebri ma anche a quelle connesse al trasporto e alla sepoltura. Se quindi, come viene riportato nella faq dell'Agenzia, l'acquisto del loculo avviene in coincidenza del decesso di una persona, la detrazione verrà riconosciuta nella consueta misura del 19% entro il limite massimo di spesa pari a 1.550 euro (soglia associata a ciascun decesso e non cumulativa in riferimento all'anno solare).
Come accennavamo, ormai da tempo (per l'esattezza dal 2015) la detrazione viene riconosciuta "indipendentemente dall’esistenza di un vincolo di parentela con la persona deceduta". Ciò facilita quindi l'elasticità dell'agevolazione non più ad esclusivo vantaggio dei parenti del defunto, visto che spesso in questi casi le spese potrebbero anche essere sostenute con il contributo di amici o conoscenti vicini alla famiglia che ha subito il lutto.
Tale elasticità comporta anche dei riflessi sul piano documentale, perchè laddove la spesa fosse appunto condivisa tra più soggetti, ma la fattura (o le fatture) intestata a una sola persona, sulla fattura stessa potrà essere riportata un’annotazione a mano (sottoscritta dall’intestatario) per certificare la spartizione materiale dell’importo. In questo modo, quindi, conservando tutti una copia della fattura, sarà possibile applicare una detrazione pro-quota.