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Saldo e stralcio in base all'ISEE: adesioni entro il 30 aprile

 
01 MARZO 2019

Per i contribuenti in debito con l’erario che dimostrino la condizione di “grave e comprovata difficoltà economica” il termine di riferimento per aderire alla procedura di “saldo e stralcio” delle cartelle esattoriali è il 30 aprile 2019. Già nei giorni scorsi l’Agenzia della Riscossione aveva reso disponibile il modulo di adesione denominato Modello Sa-St, mentre dal 1° marzo è diventato operativo il canale online tramite il quale lo stesso modulo potrà essere compilato e inviato (non c’è bisogno di pin o password perché, come informa l’amministrazione sul sito ufficiale FiscoOggi.it, l’area del portale che consente l’inoltro delle domande è libera).

Facciamo però un piccolo passo indietro e inquadriamo bene di cosa si tratta. Il “saldo e stralcio” introdotto dalla Legge di Bilancio 2019 è rivolto ai contribuenti in condizione di “grave e comprovata difficoltà economica”, ma non va confuso con l’altro (precedente) “stralcio dei debiti” introdotto dal Decreto fiscale prima dell’approvazione della manovra economica. In quel caso si trattava di un beneficio a tiratura più limitata e certamente - a livello di importi in gioco - di livello inferiore rispetto a quello successivo.

In buona sostanza, altro non era che una cancellazione automatica dei debiti non superiori a 1.000 euro, affidati agli agenti della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2010. Per automatica intendiamo appunto che l’annullamento di ogni debito con quelle caratteristiche specifiche sarebbe entrato in vigore il 31 dicembre 2018 senza nessun bisogno di inoltrare richieste e moduli di adesione; semplicemente il legislatore ci stava tracciando sopra un bel tratto di penna e fine.

Del tutto diverso, invece, è il discorso per il saldo e stralcio disposto dall’ultima Legge di Bilancio. Torniamo allora alle istanze di adesione da presentare entro il 30 aprile. In questo caso non accadrà nulla di automatico, e soprattutto non si tratterà di una cancellazione totale del debito ma di una sua rimodulazione al ribasso per andare incontro alle difficoltà economiche dei richiedenti. Procediamo quindi con ordine. Di quali debiti parliamo? Si tratta di cartelle emesse tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2017 derivanti dall’omesso versamento di:

  • imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e dai controlli automatizzati ex artt. 36-bis, DPR n. 600/73 e 54-bis, DPR n. 633/72, a titolo di tributi e relativi interessi e sanzioni;
  • contributi previdenziali dovuti alle Casse professionali / Gestioni dei lavoratori autonomi dell’INPS (ossia, Gestione IVS artigiani e commercianti e Gestione separata INPS), esclusi quelli richiesti a seguito di accertamento.


Adesso vanno individuati i contribuenti che potranno aderire, i quali – lo ribadiamo – non avranno diritto a una cancellazione totale del debito, ma alla possibilità di pagarne soltanto una parte a seconda della loro condizione economica accertata (ma non per tutti) tramite il calcolo ISEE. In pratica, affinché l’istanza di adesione sia presa in considerazione, il richiedente dovrà dimostrare:

  • di appartenere a un nucleo familiare il cui ISEE non sia superiore alla soglia di 20.000 euro;
  • oppure, a prescindere dal valore ISEE, che sia stata aperta nei suoi confronti, alla data di presentazione della domanda di adesione (quindi al massimo alla data del 30 aprile 2019) la procedura di liquidazione dei beni ex art. 14-ter, Legge n. 3/2012.


Di qui la rimodulazione del debito da versare. Chi infatti dimostrerà di essere in possesso di un ISEE non superiore a 20.000 euro potrà versarlo nelle seguenti misure:

  • il 16% a condizione che vi sia un coefficiente ISEE non superiore a 8.500 euro;
  • il 20% a condizione che vi sia un coefficiente ISEE superiore a 8.500 euro e fino a 12.500 euro;
  • il 35% a condizione che vi sia un coefficiente ISEE superiore a 12.500 euro e fino a 20.000 euro.


Per i soggetti, invece, verso i quali è stata aperta la procedura di liquidazione dei beni, il versamento andrà comunque effettuato, a prescindere dall’ISEE, nella misura del 10% di quanto dovuto a titolo di capitali ed interessi di ritardata.

A questo punto non resta che individuare le modalità di adesione. Sono tre, ovvero consegnare il Modello Sa-St:

  • in forma cartacea direttamente a uno sportello dell’Agenzia Riscossione;
  • tramite pec;
  • oppure (ulteriore modalità che si è aggregata dal 1° marzo) tramite il canale online Fai da te dell’Agenzia Riscossione.


In ogni caso, quindi, la procedura prevede la compilazione del Modello Sa-St nel quale, informa FiscoOggi.it, “bisogna riportare i dati personali, di domiciliazione, di contatto e un indirizzo email di riferimento dove si desidera ricevere la convalida della richiesta. Poi è necessario indicare le cartelle o gli avvisi per i quali ci si vuole avvalere del provvedimento di saldo e stralcio e allegare la documentazione di riconoscimento secondo le indicazioni riportate nel sito. Per proseguire nella compilazione occorrerà scegliere se si aderisce in base al valore dell’ISEE (quindi bisognerà riportare i riferimenti della Dsu ISEE in corso di validità, ndr) oppure a seguito di una procedura di liquidazione prevista dalla cosiddetta legge sul sovra-indebitamento (in quest’ultimo caso sarà necessario allegare la copia conforme del relativo decreto, ndr). Infine, dopo aver verificato la correttezza dei dati inseriti, il contribuente dovrà specificare se intende procedere al versamento della somma dovuta in un’unica soluzione oppure in un massimo di 5 rate”.

Queste, dunque, le istruzioni in breve. L’ultima fase sarà quella di conferma della richiesta. “L’Agenzia trasmetterà una prima mail contenente un link per la convalida, che dovrà essere effettuata entro le 72 ore successive dalla ricezione. Successivamente, a seguito della verifica e della validazione della documentazione di riconoscimento, il contribuente riceverà una seconda mail di presa in carico della domanda con il numero identificativo della pratica e il riepilogo dei dati inseriti”.

Dopodiché non resterà che attenersi al piano di versamento, che prevede appunto la possibilità di estinguere il debito in un'unica soluzione entro il 30 novembre 2019, oppure in 5 rate così suddivise:

  • 35% con scadenza il 30 novembre 2019;
  • 20% con scadenza il 31 marzo 2020;
  • 15% con scadenza il 31 luglio 2020;
  • 15% con scadenza il 31 marzo 2021;
  • il restante 15% con scadenza il 31 luglio 2021.


Va però ricordato che sia il versamento in un’unica soluzione sia il piano rateale, pur concedendo un ritardo di massimo cinque giorni sull’unica scadenza del 30 novembre o sulle scadenze delle singole rate, non consente, al di là del margine di tolleranza dei cinque giorni, la possibilità di essere riammessi al saldo e stralcio. Quindi, laddove si verificasse il mancato, tardivo o insufficiente versamento delle somme dovute scatterà la normale ripresa dei termini per il recupero dei carichi.

Luca Napolitano

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