Menu Chiudi

Saldo e stralcio con ISEE alla mano: in corsa fino al 31 luglio

 
05 LUGLIO 2019

Per il Saldo e Stralcio è tutto ancora in gioco. Per lo meno fino al 31 luglio (idem per la Rottamazione-ter). Così infatti ha disposto il Decreto Crescita recentemente convertito in legge, e da pochi giorni fresco di stampa in Gazzetta Ufficiale. Per tutte le persone, dunque, che non hanno fatto in tempo a presentare la loro domanda di adesione entro lo scorso 30 aprile – termine precedentemente fissato dalla manovra economica 2019 – potranno adesso recuperare saltando in corsa su questo "treno" supplementare concesso dal legislatore. Nel frattempo l’area riscossioni dell’Agenzia delle Entrate, in linea coi dettami della norma, ha già reso disponibili online i modelli aggiornati per le istanze di adesione da trasmettere, appunto, entro la scadenza prorogata del 31 luglio.

Ricordiamo allora di cosa si tratta precisamente. Il “saldo e stralcio”, introdotto dall’ultima Legge di Bilancio, è in pratica una sorta di “rottamazione” agevolata, rivolta però specificatamente ai contribuenti in condizione di “grave e comprovata difficoltà economica”, il che vuol dire contribuenti che a seconda del loro ISEE (più avanti vedremo le soglie specifiche) potranno rimodulare al ribasso determinati debiti contratti con l’amministrazione. Questi debiti, insomma, saranno alleggeriti per andare incontro alla situazione economica di disagio del debitore.

Di quali debiti parliamo? Si tratta di cartelle emesse tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2017 derivanti dall’omesso versamento di:

  • imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e dai controlli automatizzati ex artt. 36-bis, DPR n. 600/73 e 54-bis, DPR n. 633/72, a titolo di tributi e relativi interessi e sanzioni;
  • contributi previdenziali dovuti alle Casse professionali / Gestioni dei lavoratori autonomi dell’INPS (ossia, Gestione IVS artigiani e commercianti e Gestione separata INPS), esclusi quelli richiesti a seguito di accertamento.

C’è poi l’aspetto sostanziale della “grave e comprovata difficoltà economica” che ovviamente va dimostrata con l’ISEE, servizio per cui le sedi CAF ACLI sono sempre disponibili da Nord a Sud. Ribadiamo che non si sta parlando di una cancellazione totale del debito, ma della possibilità di pagarne soltanto una parte a seconda della condizione economica del nucleo familiare di cui fa parte il debitore. Quindi, affinché l’istanza di adesione possa essere approvata, il debitore dovrà dimostrare:

  • di appartenere a un nucleo familiare il cui ISEE non sia superiore alla soglia di 20.000 euro;
  • oppure, a prescindere dal valore ISEE, che sia stata aperta nei suoi confronti, alla data di presentazione della domanda di adesione (quindi al massimo alla data del 30 aprile 2019) la procedura di liquidazione dei beni ex art. 14-ter, Legge n. 3/2012.

Di qui la rimodulazione del debito da versare. Assodata la presenza di un ISEE entro i 20.000 euro, il debitore potrà versarlo nella misura del:

  • 16% a condizione che vi sia un coefficiente ISEE non superiore a 8.500 euro;
  • 20% a condizione che vi sia un coefficiente ISEE superiore a 8.500 euro e fino a 12.500 euro;
  • 35% a condizione che vi sia un coefficiente ISEE superiore a 12.500 euro e fino a 20.000 euro.

Per i soggetti, invece, verso i quali è stata aperta la procedura di liquidazione dei beni, il versamento andrà comunque effettuato, a prescindere dall’ISEE, nella misura del 10% di quanto dovuto a titolo di capitali ed interessi di ritardata.

Vediamo adesso le modalità di consegna per le istanze di adesione. Sono tre:

  • in forma cartacea direttamente a uno sportello dell’Agenzia Riscossione;
  • tramite pec;
  • tramite il canale online dell’Agenzia Riscossione.

L’accortezza che bisogna avere nel compilare la domanda, a parte ovviamente riportare con esattezza i riferimenti delle cartelle per cui si richiede il saldo e stralcio, è specificare se si intende procedere al versamento della somma in un’unica soluzione oppure in un massimo di 5 rate, dettaglio questo di non poco conto per cui una banale disattenzione potrebbe poi comportare il decadimento dal beneficio. Quindi massima attenzione sulla casella del versamento!

L’Agenzia trasmetterà poi una prima mail contenente un link per la convalida, che dovrà essere effettuata entro le 72 ore successive dalla ricezione, e successivamente, a seguito della verifica e della validazione della documentazione di riconoscimento, il contribuente riceverà una seconda mail di presa in carico della domanda con il numero identificativo della pratica e il riepilogo dei dati inseriti. Dopodiché non resterà che attenersi al piano di versamento, che prevede appunto la possibilità di estinguere il debito o in un'unica soluzione entro il 30 novembre 2019, oppure in 5 rate così suddivise:

  • 35% con scadenza il 30 novembre 2019;
  • 20% con scadenza il 31 marzo 2020;
  • 15% con scadenza il 31 luglio 2020;
  • 15% con scadenza il 31 marzo 2021;
  • il restante 15% con scadenza il 31 luglio 2021.

Luca Napolitano
0