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Riscatto laurea: detrazione solo se il familiare è a carico

 
03 AGOSTO 2020

Via libera alla detrazione nella misura del 50% dell’onere sostenuto per il riscatto dei periodi non coperti da contribuzione se la richiesta viene presentata dal genitore; beneficio che sarà poi ripartito in cinque quote annuali di pari importo nell'anno di sostenimento e in quelli successivi. Se, invece, viene presentata la domanda per il riscatto di laurea agevolato, il genitore non potrà fruire nè della detrazione al 19%, nè della deduzione, se il figlio non risulta fiscalmente a carico. Questi, in sintesi, i chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate nella risposta 225 del 23 luglio 2020.

La questione ruota attorno a un contribuente (il figlio) che vorrebbe far presentare al proprio padre la domanda di riscatto: a) dei periodi non coperti da contribuzione, e b) per i periodi di studio universitario. Tale richiesta, partendo dal presupposto che l’istante (il figlio) possiede in Italia solo redditi derivanti dalla locazione di un immobile per un importo superiore a 2.840,51 euro (non è dunque a carico del padre), ha come “retroterra” normativo l’articolo 20 del DL 4/2019, che ha introdotto la possibilità di riscattare periodi non coperti da contribuzione in favore degli iscritti all'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti dei lavoratori dipendenti e alle forme sostitutive ed esclusive della stessa, nonché alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, e alla gestione separata, privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 e che non siano già titolari di pensione; il figlio intende allora sapere se, in caso di domanda di riscatto…

  1. …dei periodi non coperti da contribuzione (cosiddetta "pace contributiva") l'onere versato dal genitore sia detraibile dall’imposta lorda nella misura del 50% “necessariamente” in cinque quote costanti a prescindere dal fatto che l'onere sia versato con cadenza rateale;
  2. …dei periodi di studio universitario l'onere che sosterebbe il genitore sia detraibile dall'imposta lorda nella misura del 50% sempre con una ripartizione in cinque quote annuali costanti e di pari importo nell'anno di sostenimento e in quelli successivi.
Ora, per quanto riguarda il punto 1 - riscatto dei periodi non coperti da contribuzione ai sensi del DL 4/2019 - l’Agenzia ricorda che tale facoltà “è esercitata a domanda dell'assicurato o dei suoi superstiti o dei suoi parenti ed affini entro il secondo grado, e l'onere (…) è detraibile dall'imposta lorda nella misura del 50 per cento con una ripartizione in cinque quote annuali costanti e di pari importo nell'anno di sostenimento e in quelli successivi”, ed inoltre che il versamento dell'importo dovuto per il riscatto degli anni non coperti da contribuzione può essere effettuato “in unica soluzione ovvero in un massimo di 120 rate mensili, ciascuna di importo non inferiore a euro 30, senza applicazione di interessi per la rateizzazione”. Ne consegue che il riscatto possa essere effettuato non solo dall’interessato ma anche da parenti e affini entro il secondo grado che, sostenendone l’onere, potranno fruire della detrazione dall’imposta lorda nella misura del 50%, indipendentemente dal fatto che l’interessato sia o meno un familiare fiscalmente a carico. In tal caso la risposta all’istante è positiva: il padre potrebbe detrarre l’onere al 50% sebbene il figlio non sia a suo carico.

Quanto invece al punto 2 - riscatto agevolato degli anni di laurea ai sensi del Dlgs 184/1997, ovvero il TUIR - la norma prevede appunto la facoltà di riscatto secondo il sistema contributivo, ma a fini fiscali, la detrazione del 19% ha luogo solo se i contributi per il riscatto sono versati a vantaggio di soggetti “inoccupati” che risultino a carico del familiare che ha sostenuto l’onere. Se al contrario il soggetto per il quale si richiede il riscatto degli anni di laurea è stato iscritto, anche solo in passato, a una qualsiasi gestione previdenziale, i contributi di riscatto sono deducibili anziché detraibili, ma sempre a condizione che il familiare per cui viene sostenuto l’onere sia fiscalmente a carico, cosa che però non corrisponde alla condizione dell’istante. Quindi, relativamente a quest’ultima tipologia di beneficio fiscale, la risposta dell’Agenzia non può che essere negativa perché il figlio è titolare di redditi da locazione per un importo superiore a 2.840,51 euro.

(Fonte: Fiscooggi.it)
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