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Regime impatriati: occorre la richiesta al sostituto

 
19 MARZO 2021

Per ottenere il prolungamento degli ulteriori cinque periodi d’imposta del regime agevolativo sui cosiddetti “impatriati” (come da disposizioni della Legge di Bilancio 2021 riferite in una precedente news), servirà versare tramite F24, in unica soluzione - e senza possibilità di compensazione - un importo pari:

  • al 10% dei redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo prodotti in Italia, oggetto dell’agevolazione, relativi al periodo d’imposta precedente a quello di esercizio dell’opzione, nel caso in cui il lavoratore abbia almeno un figlio minorenne, anche in affido preadottivo, o sia diventato proprietario di almeno un’unità immobiliare di tipo residenziale (acquistata direttamente dal lavoratore oppure dal coniuge, dal convivente o dai figli, anche in comproprietà) dopo il trasferimento in Italia o nei 12 mesi precedenti, o ne diventa proprietario entro 18 mesi dall’effettuazione del versamento;
  • oppure al 5% dei redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo prodotti in Italia, oggetto dell’agevolazione, relativi al periodo d’imposta precedente a quello di esercizio dell’opzione, nel caso in cui il lavoratore, al momento dell’opzione, abbia almeno tre figli minorenni, anche in affido preadottivo, e diventa o sia diventato proprietario di almeno un’abitazione residenziale in Italia (acquistata direttamente dal lavoratore oppure dal coniuge, dal convivente o dai figli, anche in comproprietà) dopo il trasferimento o nei 12 mesi precedenti, o ne sia diventato proprietario entro 18 mesi dall’effettuazione del versamento.
 
Il pagamento andrà eseguito entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello di conclusione del primo periodo di fruizione dell’agevolazione; per quei contribuenti, invece, il cui primo periodo si sia concluso il 31 dicembre 2020, ci saranno 180 giorni di tempo dalla pubblicazione del provvedimento AdE dello scorso 3 marzo 2021, nel quale l’amministrazione ha appunto definito le modalità di opzione per la proroga del regime di favore (vai alla nostra news precedente).

A tale scopo, in aggiunta al pagamento tramite F24, e comunque entro gli stessi termini che abbiamo appena riferito, sarà necessaria un’apposita richiesta scritta al datore di lavoro contenente:

  • nome, cognome, data di nascita, codice fiscale;
  • l’indicazione che prima del 30 aprile 2019 la residenza è stata trasferita in Italia;
  • l’indicazione della permanenza della residenza in Italia alla data di presentazione della richiesta; l’impegno a comunicare tempestivamente al datore di lavoro ogni variazione della residenza o del domicilio, rilevante per l’applicazione del beneficio;
  • i dati identificativi dell’unità immobiliare di tipo residenziale acquistata direttamente dal lavoratore o dal coniuge, dal convivente o dai figli, anche in comproprietà e la relativa data di acquisto; oppure l’impegno a comunicare tali dati entro 18 mesi dalla data di esercizio dell’opzione, se ne diviene proprietario entro tale ultimo termine;
  • il numero e la data di nascita dei figli minorenni, anche in affido preadottivo, alla data di effettuazione del versamento;
  • l’anno di prima fruizione del regime speciale per i lavoratori impatriati;
  • l’ammontare dei redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo prodotti in Italia oggetto dell’agevolazione, relativi al periodo d’imposta precedente a quello dell’esercizio dell’opzione;
  • gli estremi del versamento.
 
Quindi, stanti i requisiti del contribuente interessato, a partire dal periodo di paga successivo alla richiesta, i sostituti d’imposta effettueranno le ritenute secondo quanto disposto dal regime agevolativo, ovvero:

  • soltanto sul 50% del reddito imponibile nel caso di dipendenti con, al momento dell’opzione, almeno un figlio minorenne, anche in affido preadottivo, o diventati proprietario di un’unità immobiliare residenziale in Italia nei termini previsti dalla norma;
  • soltanto sul 10% del reddito imponibile nel caso di lavoratori con, al momento dell’opzione, almeno tre figli minorenni o a carico anche in affido preadottivo, o che siano divenuti proprietari di un’abitazione in Italia nei termini previsti dalla norma.
 
Poi a fine anno, o alla cessazione del rapporto di lavoro, sempre i sostituti di imposta effettueranno il conguaglio tra le ritenute operate e l’imposta effettiva dovuta sull’ammontare complessivo degli emolumenti, ridotto al 50% o 10%, corrisposto a partire dal 1° gennaio dell’anno di riferimento. Per quanto riguarda invece i lavoratori autonomi, da parte di questi ultimi la comunicazione dell’opzione di prolungamento del regime dovrà essere fatta nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta nel quale hanno effettuato il suddetto versamento.
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