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Reddito Naspi escluso dal regime impatriati

 
03 SETTEMBRE 2025

Il reddito percepito come Naspi (Nuova assicurazione sociale per l'impiego) non può beneficiare della tassazione agevolata del regime “impatriati”. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risposta 228 del 1° settembre 2025.

La precisazione è arrivata a seguito di una domanda posta da un contribuente trasferito in Italia nell’aprile 2022 (epoca in cui era ancora in vigore il vecchio regime impatriati, poi sostituito dal 1° gennaio 2024). Il contribuente, che al rientro dall’estero ha lavorato come dipendente fino al settembre 2023, usufruendo dell’allora vecchio regime agevolato, ha poi iniziato a percepire la Naspi conseguentemente alla cessazione del rapporto lavorativo. La domanda posta all’Agenzia, verte dunque sulla possibilità di far “proseguire” la medesima tassazione di favore anche sull’indennità percepita per circa dieci mesi dopo l’interruzione del lavoro.

La risposta fornita dall’Agenzia è negativa. Viene infatti chiarito che la Naspi dovrà essere tassata per intero, non essendo una tipologia di reddito “conforme” all’agevolazione fiscale prevista dal regime impatriati (vecchio o nuovo che sia). Come accennato sopra, il passaggio tra vecchio e nuovo regime è avvenuto nel 2024, quindi i lavoratori – come il contribuente che ha posto la domanda – la cui residenza anagrafica è stata trasferita sul territorio dello Stato italiano entro il 31 dicembre 2023, rientravano nella vecchia applicazione che prevedeva la tassazione solo sul 30% del reddito da lavoro complessivamente prodotto, oppure sul 10% nei soli casi in cui la residenza fosse stata trasferita in una delle regioni del mezzogiorno: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna, Sicilia.

Detto questo, l’Agenzia ricorda che la normativa sui lavoratori impatriati è finalizzata ad agevolare le persone che si trasferiscono in Italia per svolgere un’attività lavorativa, per tanto è applicabile esclusivamente ai redditi prodotti nel territorio dello Stato in qualità di redditi da lavoro dipendente o assimilati, di lavoro autonomo e di impresa. La Naspi, al contrario, costituisce un’indennità mensile di disoccupazione finalizzata a tutelare le persone che invece il lavoro lo perdono.

Tale reddito, quindi, non rientrando fra requisiti “premiali” stabiliti dalla disciplina sui lavoratori impatriati, non può essere in nessun modo equiparato ai redditi percepiti a seguito di attività lavorativa e di conseguenza non può nemmeno beneficiare del regime fiscale agevolato previsto per quegli stessi lavoratori.

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