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Reddito di Cittadinanza: si sblocca l'assegno per stranieri extra UE

 
13 DICEMBRE 2019

Il nodo del Reddito di Cittadinanza per i cittadini stranieri provenienti da paesi extra UE che avevano già fatto domanda per l’assegno, ma che se l’erano vista bloccare per l’assenza della certificazione sui requisiti del nucleo da parte dello stato estero di provenienza, è stato finalmente sciolto. Fondamentalmente, salvo che per una cerchia ristretta di 19 paesi esteri, i cittadini provenienti dagli altri paesi non inclusi nella lista, si vedranno sbloccare l’assegno e potranno così iniziare a ricevere gli arretrati spettanti senza dover spedire ulteriori documenti rispetto a quelli già presentati.

Ma andiamo con ordine. In pratica il Decreto Legge 4/2019, convertito con modificazioni dalla Legge n. 26 del 28 marzo 2019 (in materia appunto di RdC) prevede – al comma 1-bis dell’articolo 2 – che “per comprovare la composizione del nucleo familiare (…) i cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea devono produrre apposita certificazione rilasciata dalla competente autorità dello Stato estero, tradotta in lingua italiana e legalizzata dall'autorità consolare italiana”. A questa disposizione si aggiunge tuttavia il successivo comma 1-ter, in base al quale la suddetta disposizione non si applica nei tre seguenti casi:

  1. nei confronti dei cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea aventi lo status di rifugiato politico;
  2. qualora convenzioni internazionali dispongano diversamente;
  3. nei confronti di cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea nei quali è oggettivamente impossibile acquisire le certificazioni di cui al comma 1-bis”.
Di conseguenza, prosegue il comma 1-ter, riguardo alla terza casistica è previsto che “entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, è definito l'elenco dei Paesi nei quali NON è possibile acquisire la documentazione necessaria per la compilazione della Dsu ai fini Isee”.

Il problema è che nel frattempo i tre mesi sono abbondantemente trascorsi, visto che la legge di conversione del Dl 4/2019 è entrata in vigore il 29 marzo 2019, e da allora fino a ottobre di quel decreto interministeriale non si è vista nemmeno l’ombra. Contemporaneamente l’Inps, nell’impossibilità di versare l’assegno di RdC agli stranieri per cui sarebbe servita l’ulteriore certificazione richiesta dalla legge, non poteva far altro che bloccarne l’erogazione fino a nuovo ordine.

Nuovo ordine che è finalmente arrivato lo scorso 21 ottobre, con la firma del decreto scritto a quattro mani dai ministri Nunzia Catalfo (Lavoro) e Luigi Di Maio (Affari esteri). Decreto, comunque, che va letto al contrario rispetto a quanto disposto dalla legge, nel senso che per comodità si è preferito indicare semplicemente i 19 paesi esteri non facenti parte dell’Unione Europea per i quali occorre sì presentare la certificazione limitatamente alla sola attestazione del valore del patrimonio immobiliare posseduto all’estero.

Conseguentemente, precisa il testo, “i cittadini degli Stati o territori non inclusi nell’allegato elenco NON sono tenuti a produrre alcuna ulteriore certificazione, oltre a quella ordinariamente prevista per l’accesso al Reddito di cittadinanza e alla Pensione di cittadinanza, ai sensi dell’articolo 5 del Decreto Legge n. 4/2019”. In buona sostanza, solo i cittadini stranieri provenienti dai seguenti 19 paesi non UE, dovranno presentare la certificazione relativa al patrimonio immobiliare ivi posseduto (rilasciata dalla competente autorità dello Stato o territorio estero, tradotta in lingua italiana e legalizzata dalla autorità consolare italiana):

  1. Regno del Bhutan
  2. Repubblica di Corea
  3. Repubblica di Figi
  4. Giappone
  5. Regione amministrativa speciale di Hong Kong della Repubblica popolare cinese
  6. Islanda
  7. Repubblica del Kosovo
  8. Repubblica del Kirghizistan
  9. Stato del Kuwait
  10. Malaysia
  11. Nuova Zelanda
  12. Qatar
  13. Repubblica del Ruanda
  14. Repubblica di San Marino
  15. Santa Lucia
  16. Repubblica di Singapore
  17. Confederazione svizzera
  18. Taiwan
  19. Regno di Tonga
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