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Per redditi e Iva in cassa il 30 giugno, ma occhio alla proroga

 
26 GIUGNO 2020

Il 30 giugno è un intricato crocevia fiscale, che tra scadenze rimaste fisse e altre invece prorogate rischia di confondere le idee del contribuente meno attento ed esperto. Chiariamo allora cosa scade il 30 e cosa invece slitta.

Cosa scade di norma il 30 giugno?

Il 30 giugno resta comunque l’appuntamento fisso per i versamenti, tramite Modello F24, del primo acconto 2020 e del saldo 2019 per le imposte sui redditi (Irpef, Irap, cedolare secca) e per l’Iva. Scadenza, questa, che a parte certi casi particolari che vedremo poco più avanti, è sempre stata calendarizzata - e tale appunto è rimasta - alla data del 30 giugno, indipendentemente dall’emergenza Covid (per avere assistenza su calcolo e trasmissione del modello di pagamento è possibile avvalersi del supporto di CAF ACLI).

Scadenze invece prorogate al 30 giugno

Vi è poi tutta un’altra serie di scadenze che invece, proprio a causa del Covid, sono state spostate dalle loro date canoniche al 30 giugno 2020, e cioè:
  • la presentazione della Dichiarazione Iva 2020 che sarebbe dovuta scadere il 30 aprile;
  • la presentazione dello Spesometro estero (relativa al primo trimestre gennaio-marzo 2020) anch’essa slittata dalla scadenza ordinaria del 30 aprile;
  • la presentazione degli elenchi Intrastat ai fini dell’Iva comunitaria relativi ai mesi di febbraio, marzo, aprile 2020 o al primo trimestre 2020, le cui scadenze originarie erano fissate nel periodo marzo-maggio;
  • la presentazione dei dati delle liquidazioni periodiche Iva relative al primo trimestre gennaio-marzo 2020 che sarebbe dovuta scadere il 1° giugno 2020, visto che il 31 maggio cadeva di domenica;
  • la presentazione del Modello EAS per comunicare eventuali variazioni ai fini delle agevolazioni fiscali per gli enti associativi senza fini di lucro, che sarebbe dovuta scadere il 31 marzo.

 

Scadenze prorogate dal 30 giugno al 20 luglio

È infine notizia di questi ultimi giorni (diffusa da un comunicato del MEF datato 22 giugno), che “per tener conto dell’impatto dell’emergenza COVID-19 sull’operatività dei contribuenti di  minori dimensioni e, conseguentemente, sull’operatività dei loro intermediari” solo per alcuni specifici contribuenti, e per l’esattezza quelli “interessati dall’applicazione degli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA), compresi quelli aderenti al regime forfetario”, il termine di versamento del saldo 2019 e del primo acconto 2020 ai fini delle imposte sui redditi e dell’Iva, generalmente fissato al 30 giugno, viene “prorogato al 20 luglio, senza corresponsione di interessi”. Al comunicato è poi seguita la pubblicazione del Dpcm 27 giugno 2020 che appunto istituisce in via ufficiale la proroga al 20 luglio. Quindi in pratica va tenuta in mente questa distinzione, ricordando che in ogni caso è sempre possibile avvalersi del supporto di CAF ACLI:

  • il 30 giugno la scadenza dei versamenti resta invariata per dipendenti, pensionati e soggetti non ISA;
  • la proroga al 20 luglio coinvolge invece "i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA)", o "che presentano cause di esclusione o di inapplicabilità dagli stessi (indici, ndr)", compresi ad esempio i soggetti aderenti al regime forfetario.
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