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Niente regime forfetario senza il requisito della novità

 
06 MAGGIO 2022

Se l’attività professionale non è davvero nuova, ma rappresenta la prosecuzione di un lavoro già avviato all’estero, l’aliquota sostitutiva del regime forfettario non può essere applicata. Nella risposta 197 del 20 aprile 2022, l’Agenzia ha tracciato una sua analisi relativa al caso di una partita Iva – un designer per l’esattezza – residente da più di tre anni all’estero (con partita Iva estera) che domanda se sia possibile, volendo trasferire la propria residenza in Italia per continuare l'esercizio della stessa attività per i medesimi clienti esteri, usufruire del regime forfettario dietro apertura di una partita Iva italiana.

In pratica vorrebbe applicare sulla sua “nuova” partita Iva l’aliquota ridotta del 5%. La risposta dell’Agenzia al quesito è un secco no, sulla base del fatto che nella fattispecie viene a mancare il requisito fondamentale della “novità” dell’impresa, nel quale si concentra lo spirito istitutivo del regime forfettario quale incentivo, appunto, alla nascita di nuove attività autonome.

L’Agenzia ricorda in primis che non possono avvalersi del regime forfettario “i soggetti non residenti, ad eccezione di quelli che sono residenti in uno degli Stati membri dell'Unione europea o in uno Stato aderente all'Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni e che producono nel territorio dello Stato italiano redditi che costituiscono almeno il 75 per cento del reddito complessivamente prodotto”.

Non solo, ma proprio “al fine di favorire l'avvio di nuove attività”, l'aliquota ridotta al 5% è applicabile per il anno di esercizio più i successivi quattro a condizione che il contribuente “non abbia esercitato, nei tre anni precedenti un’attività artistica, professionale ovvero d'impresa, anche in forma associata o familiare” e che, altra precisazione che centra perfettamente il caso in questione, “l'attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo”.

Ciò premesso, nonostante il designer voglia trasferire la propria residenza in Italia per aprirvi una nuova partita Iva, non gli sarà comunque consentito applicare l’aliquota ridotta del 5% proprio perché manca il requisito di “novità”, come per altro lui stesso dichiara dicendo di voler proseguire per gli stessi clienti la medesima attività svolta all’estero.
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