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Modello 730: sulla disabilità benefici diversificati

 
17 LUGLIO 2019

Aspetto centrale nell’ambito dei benefici fiscali di cui è possibile godere nel Modello 730/2019 – prossimo alla scadenza – è quello della disabilità. Se quindi si hanno dubbi o situazioni in sospeso ancora da chiarire non c’è proprio tempo da perdere (CAF ACLI vi assiste presso le sue sedi oppure online) perché il 23 luglio è l’ultimo giorno per la consegna della dichiarazione. La legge a tal riguardo prevede tutta una serie benefici su oneri e spese sostenuti a favore di soggetti disabili, che puntualmente possono essere dedotti dal reddito o detratti dall’imposta.

Ma andiamo per gradi. Partiamo dall’inquadramento giuridico. Com’è noto, la legge italiana cui fare riferimento in tema di handicap o disabilità è la n. 104 del 1992. In particolare bisogna andarsi a leggere l’articolo 3, che stabilisce appunto i “confini” normativi entro i quali si può parlare di handicap. In effetti, ai fini della detraibilità o deducibilità delle spese, il regolamento fiscale si basa proprio sul principio secondo il quale (articolo 3, comma 1) “è persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione”.

Ovviamente, qualunque spesa medica o di assistenza volta a migliorare le condizioni di un soggetto disabile, non potrà prescindere da una certificazione medica rilasciata da un’apposita commissione sanitaria istituita ai sensi dell’articolo 4 della stessa Legge 104/92. Va comunque precisato che anche coloro i quali sono stati ritenuti “invalidi” da altre Commissioni mediche pubbliche, incaricate per il riconoscimento dell’invalidità civile, di lavoro, di guerra eccetera, rientrano nel raggio d’azione delle agevolazioni fiscali sui disabili. Una prima considerevole fetta di queste agevolazioni riguarda l’acquisto di strumenti o sussidi tecnici il cui utilizzo è finalizzato all’accompagnamento/sostegno e all’integrazione sociale della persona affetta da handicap.

Attenzione! Qui va fatto un primo distinguo: l’acquisto, infatti, di mezzi di “accompagnamento, deambulazione, locomozione, sollevamento” o di sussidi tecnici e informatici “che facilitano l’autosufficienza e l’integrazione” (vedi protesi, rampe, poltrone, pc, telefonini per sordomuti, ecc.), fermo restando che l’utilità del prodotto sia certificata dal medico, gode di una detrazione più generosa rispetto all’ordinaria perché calcolata sull’intero importo, ma non vi possono rientrare le spese prettamente medico-terapeutiche cioè quelle sostenute per le cure, i medicinali ed eventualmente gli interventi chirurgici. Queste ultime vanno infatti annoverate nella più ampia categoria delle “spese mediche” ordinarie, detraibili oltre la franchigia di 129,11 euro a prescindere dalla presenza di una certificazione medica che attesti la disabilità.

Va fatto adesso un secondo distinguo. In riferimento alle spese mediche genericamente intese, l’agevolazione potrebbe anche essere applicata, a seconda della convenienza, anche sotto forma di deduzione dal reddito, a patto di dimostrare, tramite la certificazione medica, la “grave e permanente invalidità o menomazione”.

La stessa deduzione si può inoltre applicare per le spese di assistenza specifica che coinvolgono ad esempio il personale infermieristico/riabilitativo, gli educatori professionali o gli addetti all’animazione, sempre in un contesto di invalidità certificata. La differenza con la detrazione consiste per altro nella possibilità di applicare il beneficio anche sulle spese effettuate a vantaggio di familiari non fiscalmente a carico (coniuge, figli, suoceri, fratelli, genitori, nonni), mentre la detrazione resta appunto valida solo se l’onere è stato sostenuto per sé o per un familiare a carico.

Luca Napolitano
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