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Modello 730: corsia preferenziale anche per gli eredi

 
13 MAGGIO 2020

Novità sostanziale che emerge nel panorama dell’ordinamento fiscale del 2020, è la possibilità di presentare il Modello 730 anche per conto dei contribuenti deceduti. Fino allo scorso anno la dichiarazione per conto di persone decedute era infatti possibile solo tramite il Modello REDDITI (ex Unico), col risultato per altro scomodo di dover aspettare tempi molto lunghi laddove al de cuius, e di riflesso all’erede dichiarante, fosse spettato il rimborso di un credito fiscale.

A partire invece da quest’anno, l’inclusione degli eredi nella cerchia del 730 faciliterà la procedura della dichiarazione a nome dei defunti. Si parte ovviamente con riferimento all’anno d’imposta 2019, per soggetti deceduti dal 1° gennaio 2019 e fino al 30 settembre 2020, non a caso data ultima di scadenza per i 730/2020 sui redditi 2019.

Modello 730 eredi: quando si può fare?

Va da sé, però, che debbono anche sussistere le condizioni fondamentali che rendono possibile la presentazione del Modello 730, ossia la persona deceduta doveva trovarsi in una situazione contributiva/reddituale o lavorativa tale che le avrebbe permesso di rientrare in quelle tipologie di contribuenti per le quali è appunto ammesso l’utilizzo del 730. Tanto per capirci, quindi, un figlio erede che volesse presentare il 730 per conto di un genitore che avesse al suo attivo unicamente redditi da lavoro autonomo non potrebbe di sicuro farlo. Per utilizzare allora il 730, occorre che il contribuente deceduto si trovasse anzitutto nelle note condizioni previste, cioè che avesse percepito nel 2019 redditi da lavoro dipendente, pensione e/o alcuni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, come co.co.co. e contratti di lavoro a progetto, ed eventualmente altre tipologie dichiarabili con lo stesso Modello 730:
  •  redditi di terreni e fabbricati;
  • redditi di capitale;
  • redditi di lavoro autonomo per i quali non è richiesta la partita Iva (ad esempio, prestazioni di lavoro autonomo non esercitate abitualmente);
  • redditi diversi (ad esempio, redditi di terreni e fabbricati situati all’estero);
  • alcuni dei redditi assoggettabili a tassazione separata.

 

Modello 730 eredi: CAF ACLI ti assiste

Secondo le indicazioni diramate in un recente articolo apparso su FiscoOggi (rivista telematica ufficiale dell’Agenzia Entrate), la procedura della dichiarazione 730 a nome dei defunti - per la quale è anche possibile affidarsi all’esperienza di un intermediario abilitato come CAF ACLI (chiama lo 02.800.22.800, oppure contatta una sede o prenota un appuntamento online) - consta in pratica di due modelli; cioè, scrive l’Agenzia: “Chi presenta la dichiarazione per conto di una persona deceduta deve compilare e sottoscrivere due 730. In entrambi vanno riportati sia il codice fiscale del contribuente deceduto sia il proprio (dell’erede dichiarante, ndr); quest’ultimo deve essere trascritto nel campo “CODICE FISCALE (rappresentante o tutore o erede). In questi casi, non si può presentare una dichiarazione congiunta; inoltre, i redditi dell’erede non sono cumulabili con quelli della persona per conto della quale viene presentata la dichiarazione”.

Modello 730 eredi: versamento o rimborso?

C’è poi in ultimo la questione del versamento dell’imposta dovuta o viceversa del rimborso spettante. In caso di versamento, scrive sempre l’Agenzia, “bisogna distinguere se l’evento (il decesso, ndr) è avvenuto entro o dopo il 28 febbraio 2020: nel primo caso, vanno rispettati i termini ordinari, vale a dire il 30 giugno 2020 ovvero il 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40%; nella seconda ipotesi scatta invece uno slittamento di sei mesi, che sposta la scadenza dei termini al 30 dicembre 2020 ovvero al 30 gennaio 2021 con la maggiorazione dello 0,40 per cento.

Ovviamente, affidandosi a CAF ACLI, anche la procedura di versamento sarà ricompresa nell’assistenza fiscale, perché i nostri esperti trasmetteranno all’Agenzia delle Entrate l’F24 legato al 730 da cui sarà scaturito il debito, oppure, in alternativa, entro il decimo giorno antecedente la scadenza del termine, lo consegneranno in forma cartacea (già compilato) al contribuente affinché provveda al pagamento presso una banca, le Poste o uno sportello dell’Agenzia Riscossione.

Se invece dalla dichiarazione dovesse emerge un credito, allora il rimborso verrà effettuato direttamente dall’amministrazione finanziaria, esattamente come avviene già adesso per i 730 trasmessi senza sostituto. Se il contribuente avrà dunque fornito le coordinate del suo conto corrente (codice Iban), il rimborso verrà accreditato su di esso, altrimenti, in assenza di Iban, l’erogazione avverrà tramite titoli di credito emessi da Poste italiane.

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