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Legge Stabilità: ok della Camera, niente più tagli sull'Irpef

 
23 NOVEMBRE 2012

La manovra dei “cieli bui”, quella che il Governo aveva immaginato col taglio dell’Irpef sulle prime due aliquote del 23 e 27 per cento, salvo poi vanificarne gli effetti introducendo un doppio rincaro sull’Iva e delle forti restrizioni sugli sconti fiscali, esce completamente “rivoltata” dopo l’approvazione della Camera ottenuta con 372 sì, 73 no e 16 astensioni. La parola passa adesso al Senato, dove molto probabilmente saranno apportate nuove modifiche al testo. Il segno comunque più evidente lasciato da queste settimane di negoziati in Commissione Bilancio e dall’esame di Montecitorio è lo spostamento del focus dalle precedenti norme su Irpef, deduzioni e detrazioni alle attuali novità sulla detassazione della produttività e sul taglio del cuneo fiscale. Poi, tra un impiego e l’altro di risorse, il nuovo disegno di legge ha anche trovato il modo di ampliare la platea di “esodati” che potranno andare in pensione secondo le vecchie regole pre-Fornero (se ne aggiungono infatti altri 10mila), corroborando al contempo le detrazioni sui figli a carico.

L’impianto originario ideato dal Governo prevedeva anzitutto lo sconto di un punto percentuale sulle due aliquote base dell’Irpef e un parallelo rialzo sull’Iva ordinaria e intermedia. L’Irpef al 23% sui redditi fino a 15mila euro si sarebbe dunque abbassata al 22%, mentre il 27% applicato sulle fasce fra i 15.001 e i 28mila euro sarebbe sceso al 26%. Il minor gettito sarebbe stato comunque recuperato con l’incremento dell’Iva dal 10 all’11 per cento e dal 21 al 22 per cento. Ma la cosa che più di tutte aveva suscitato forti critiche era stata l’introduzione, già da quest’anno d’imposta (la famosa “retroattività”), di sostanziosi tagli alle deduzioni e detrazioni fiscali. Per entrambe era infatti prevista una franchigia di 250 euro, nel senso che si sarebbero potuti dedurre dal reddito e detrarre dall’imposta solo gli importi eccedenti a tale soglia, mentre per le sole detrazioni (ad esclusione delle spese mediche) era stata prevista una soglia di spesa massima pari a 3mila euro, cioè a dire che di tutto l’ammontare delle spese potenzialmente detraibili si sarebbe potuto scontare solo il 19% di 3mila euro, vale a dire 570 euro.

Tutto questo appartiene comunque al passato. L’esame della Camera ha infatti introdotto alcune novità sostanziali che di fatto riequilibrano il peso degli effetti fiscali sulle tasche dei contribuenti. Se da una parte l’Irpef resterà quella di sempre (niente più sconti sulle aliquote del 23 e 27 per cento) è altrettanto vero che le entrate che si sarebbero perse coi tagli sull’imposta serviranno a finanziare l’aumento delle detrazioni sui figli a carico. Per i bambini sotto i tre anni, ad esempio, la detrazione salirà dagli attuali 900 euro a 1.220 euro (+320), mentre su tutti gli altri figli la quota ordinaria di sconto pari a 800 euro si alzerà fino a 950 euro (+150). Riguardo invece ai figli disabili la maggiorazione di 220 euro si alza a 400 (+180). Oltretutto dal testo approvato alla Camera scompaiono completamente la franchigia di 250 euro su deduzioni e detrazioni e il tetto di 3mila euro sulle spese detraibili. Quanto all’Iva, dal 1° luglio 2013 scatterà il rincaro di un punto solo sull’aliquota ordinaria del 21%, mentre resterà invariata quella intermedia del 10. In compenso verrà istituita un’imposta una tantum di 500 euro sulle macchinette pesca-pupazzi che tante volte si vedono fuori dai bar o nelle sale giochi.

Ma è sul fronte delle imprese che emerge un altro pacchetto di novità rilevanti, prima su tutte l’istituzione dal 2013 di un fondo per la riduzione del cuneo fiscale, cioè la differenza tra l'onere del costo del lavoro e il reddito effettivo percepito dal lavoratore. Lo stesso fondo poi, istituito presso la Presidenza del Consiglio e alimentato dalla progressiva riduzione degli stanziamenti alle imprese, servirà anche per la concessione di un credito d’imposta a favore delle piccole e medie imprese che investiranno in progetti di ricerca e sviluppo. Verrà infine istituita, dal 2014, una “dote” di 540 milioni per sollevare dal versamento dell’Irap le “micro” imprese che svolgono attività commerciali, arti o professioni, senza l’ausilio di personale dipendente, e che impiegano per le stesse attività beni strumentali per un certo valore che sarà individuato per decreto ministeriale.

Da riportare, in ultimo, la conferma della Tobin Tax, nella misura dello 0,05%, sulle transazioni finanziarie (a partire dal 1° gennaio 2013), e l’introduzione di una nuova detrazione del 19% sulle erogazioni liberali a favore del Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato, le cui risorse vengono destinate al rimborso dei titoli in scadenza e dunque alla riduzione del debito.

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