Menu Chiudi

L'assenza dell'Isee blocca il bonus bebè 2016

 
25 OTTOBRE 2016

Bonus bebè a rischio per quelle famiglie “sbadate” che hanno dimenticato di farsi calcolare l’Isee 2016 (a meno che non si diano una mossa e presentino la Dsu entro il prossimo 31 dicembre). A dare la sveglia è un messaggio dell’Inps (il numero 4255 dello scorso 21 ottobre), nel quale l’Istituto fa presente che “da una verifica nella procedura di gestione delle domande di assegno, è risultato che molti utenti, che hanno presentato domanda di assegno nel corso del 2015, non hanno ancora provveduto per l’anno in corso alla presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), utile al rilascio dell’Isee per l’anno 2016. Ciò ha comportato per i predetti utenti, la sospensione dell’erogazione dell’assegno per le mensilità dell’anno 2016. Pertanto, affinché l’Istituto possa riprendere il pagamento delle predette mensilità, ferma restando la permanenza dei requisiti di legge, è necessario che gli utenti che hanno presentato domanda di assegno nel 2015, presentino la Dichiarazione Sostitutiva Unica per l’anno in corso entro e non oltre il prossimo 31 dicembre 2016. Questo adempimento è necessario ai fini dell’Isee 2016”.

Possono accedere al beneficio i genitori, anche affidatari, che siano in possesso dei seguenti requisiti:
  • cittadinanza italiana, oppure di uno Stato dell’Unione Europea oppure, in caso di cittadino di Stato extracomunitario, permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo (di cui all'articolo 9 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni - Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero). Ai fini del presente beneficio ai cittadini italiani sono equiparati i cittadini stranieri aventi lo status di rifugiato politico o lo status di protezione sussidiaria (art. 27 del D.Lgs. 19 novembre 2007, n. 251);
  • residenza in Italia;
  • convivenza con il figlio: il figlio ed il genitore richiedente, devono essere coabitanti ed avere dimora abituale nello stesso comune (art. 4 del Decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223);
  • e appunto un ISEE del nucleo familiare non superiore ai 25.000 euro all’anno.

Ciò premesso, l’avvenuta erogazione dell’assegno durante la prima annualità – previa consegna della Dsu ai fini dell’Isee – non presuppone l’automatica erogazione dello stesso assegno anche nei due anni successivi. Quindi, anche per il secondo e terzo anno sarà comunque necessario farsi rilasciare l’attestazione Isee per verificare la sussistenza dei requisiti da un’annualità all’altra. “Al riguardo – ricorda appunto l’Inps – la sussistenza di un Isee in corso di validità nei singoli anni di concessione del beneficio, è un requisito di legge previsto non solo per l’accoglimento delle domande nel primo anno di spettanza della prestazione, ma anche per la prosecuzione del beneficio negli anni successivi al primo. Per tale ragione, il requisito dell’Isee, unitamente agli altri requisiti di legge, viene verificato annualmente sia per la spettanza del diritto sia per la misura dello stesso”.

Di conseguenza, per coloro i quali abbiano presentato la domanda ai fini del Bonus Bebè nel 2015, col relativo indicatore Isee 2015, ma non abbiano rinnovato l’Isee nel 2016 (appunto perché le Dsu ai fini Isee hanno validità fino al 15 gennaio dell’anno successivo a quello in cui sono presentate), “la mancata presentazione della (nuova) Dsu entro il 31 dicembre 2016, avrà come conseguenza non solo la perdita delle mensilità per l’anno 2016, ma anche la decadenza della domanda di assegno presentata a suo tempo nell’anno 2015”. Questo significa che qualora dovesse perdere l’assegno relativo all’annualità 2016, l’utente che presenti i requisiti di legge per accedere al beneficio potrà riacquisirlo soltanto presentando una nuova domanda di assegno nel 2017, fermo restando, appunto, che “le mensilità spetteranno a partire dal mese di presentazione della nuova domanda senza possibilità di recuperare le mensilità arretrate dell’anno 2016”. È dunque fondamentale, per chi non l’abbia ancora fatto nell’anno in corso, consegnare la Dsu entro il 31 dicembre 2016.
0
faq Serve aiuto? Consulta l’archivio delle FAQ o fai una domanda ai nostri esperti. Trova le risposte