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La pensione italo-estera agevola il conto IMU-TARI

 
14 GIUGNO 2021

Senza il regime di totalizzazione internazionale, cioè senza il cumulo delle pensioni maturate tra l’Italia e un altro paese estero convenzionato, viene a decadere il beneficio del versamento agevolato di IMU e TARI. Questo il succo della risoluzione n. 5 dell’11 giugno 2021 con cui il Dipartimento delle Finanze ha fornito dei chiarimenti per il pagamento della imposta municipale (IMU) e della tassa o la tariffa sui rifiuti (TARI) dovute in misura ridotta (rispettivamente della metà e di due terzi) dai pensionati esteri, così come previsto dall’articolo 1, comma 48, della Legge di Bilancio 2021.

Tale disposizione prevede infatti che: “A partire dall'anno 2021 per una sola unità immobiliare a uso abitativo, non locata o data in comodato d'uso, posseduta in Italia a titolo di proprietà o usufrutto da soggetti non residenti nel territorio dello Stato che siano titolari di pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l'Italia, residenti in uno Stato di assicurazione diverso dall'Italia, l'imposta municipale propria (commi da 739 a 783, art. 1, della legge 27 dicembre 2019, n. 160) è applicata nella misura della metà e la tassa sui rifiuti avente natura di tributo o la tariffa sui rifiuti avente natura di corrispettivo (commi 639 e 668 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147) è dovuta in misura ridotta di due terzi”.

In particolare, il dubbio che è stato posto al Dipartimento delle Finanze riguarda la possibilità o meno di beneficiare delle agevolazioni da parte dei percettori di pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l'Italia, residenti all'estero, a prescindere dalla nazionalità, che siano proprietari di un immobile ad uso abitativo in Italia, non locato o dato in comodato d'uso e a prescindere dal Paese di residenza, poiché la norma prevede che gli stessi siano "residenti in uno Stato di assicurazione diverso dall'Italia". Inoltre, sono stati sollevati dubbi se per pensione in regime di convenzione internazionale si intenda una pensione maturata tramite la totalizzazione di contributi versati in Italia assieme a quelli versati all'estero in un Paese convenzionato, europeo ed extraeuropeo.

Il Dipartimento delle Finanze ha chiarito innanzitutto che l’agevolazione prevista non può essere concessa indipendentemente dal Paese di residenza del pensionato, perché la norma prevede che, tra le altre condizioni, sussista anche quella della residenza “in uno Stato di assicurazione diverso dall’Italia”, ossia deve coincidere lo Stato di residenza, diverso dall’Italia, e lo Stato che eroga la pensione. Inoltre la definizione di pensione in regime internazionale indica una pensione maturata in regime di totalizzazione internazionale e, quindi, mediante cumulo dei periodi assicurativi maturati in Italia con i quelli maturati:
  • in Paesi UE;
  • in Paesi SEE (Norvegia, Islanda e Liechtenstein);
  • in Svizzera (pensione in regime comunitario) e Regno Unito;
  • in Paesi extraeuropei che hanno stipulato con l’Italia convenzioni bilaterali di sicurezza sociale (con la sola eccezione del Messico e della Repubblica di Corea le cui convenzioni non prevedono la totalizzazione internazionale della pensione dei periodi assicurativi).


Nella categoria di “pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l’Italia” rientrano, quindi, sia le pensioni in regime europeo sia quelle in regime di convenzione bilaterale e queste possono usufruire sia della riduzione alla metà dell’IMU, sia del versamento in misura ridotta di due terzi della TARI.
Quindi per concludere, resta comunque esclusa dall’applicazione dell’agevolazione la circostanza in cui la pensione sia maturata esclusivamente in uno Stato estero, poiché in questo caso manca uno dei requisiti espressamente richiesti dalla legge, ossia quello – appunto – del regime di totalizzazione internazionale.

(Fonte: Fiscooggi.it)

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