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La doppia attività non esclude il credito sull'affitto

 
19 OTTOBRE 2020

Nel caso di un locale adibito all’esercizio di due attività commerciali, una delle quali sospesa in base alle norme attuate per l’emergenza Coronavirus, è possibile sì usufruire del credito di imposta del 60% del canone di locazione pagato nel mese di marzo 2020, ma solo se l’attività sospesa è fra le due quella prevalente rispetto all’altra rimasta in funzione. Tale è la conclusione della risposta 468 dell’Agenzia Entrate del 13 ottobre 2020.

 Il dubbio è stato posto da un imprenditore individuale titolare di un esercizio commerciale con annessa rivendita di generi di monopolio, attività svolte entrambe all’interno di un locale accatastato nella categoria C/1 e preso in affitto con contratto regolarmente registrato. Di base, come stabilisce l’articolo 65 del decreto “Cura Italia”, è prevista la possibilità di fruire di un credito di imposta del 60% del canone di locazione relativamente al mese di marzo 2020 per le attività purtroppo sospese a causa dell’emergenza epidemiologica ai sensi del Dpcm 11 marzo 2020.

 L’imprenditore, a tal riguardo, fa dunque presente che una delle attività commerciali da lui svolte è rientrata fra quelle sospese, mentre quella di rivendita di generi di monopolio ha continuato a funzionare regolarmente. Fa inoltre presente che in base alla Circolare AdE 8/2020 la presenza “di più attività nell'ambito della stessa impresa”, presuppone che per poter applicare il credito sulla locazione ai sensi dell’articolo 65 del Dl “Cura Italia” “è necessario che le attività rientranti tra quelle oggetto di sospensione siano svolte in maniera prevalente rispetto alle altre esercitate dalla stessa impresa (intendendosi per tali quelle da cui deriva, nell'ultimo periodo d'imposta per il quale è stata presentata la dichiarazione, la maggiore entità dei ricavi o compensi)”.

 L’imprenditore, allora, dichiarando che nel 2019 gli utili derivanti dall'attività commerciale sospesa hanno rappresentato in effetti oltre il 50% dei ricavi complessivi, tenendo anche conto dei ricavi e degli aggi derivanti dalla rivendita di generi di monopoli, chiede se possa beneficiare per intero del credito sulla locazione.

 L’Agenzia, in risposta all’istante, traccia in primis il contesto giuridico del credito in esame, ricordando che in linea generale, per usufruirne, il locatario deve essere titolare di un'attività economica (di vendita di beni e servizi al pubblico) sospesa poiché non rientrante tra quelle identificate come essenziali; dopodiché serve la titolarità di un contratto di locazione su un immobile appartenente categoria catastale C/1, ed infine aver effettivamente corrisposto il canone di locazione relativo al mese di marzo 2020.

 Arrivando quindi al caso specifico, l’Agenzia evidenzia che la ratio dell’agevolazione è di “contenere gli effetti negativi derivanti dalle misure di prevenzione e contenimento connesse all'emergenza epidemiologica”, e proprio in base a quanto affermato nella Circolare n. 8/2020 dà parere positivo circa la richiesta dell'istante di poter beneficiare del credito d'imposta al 60% sul canone di locazione relativo al mese di marzo 2020, visto che nel 2019 i ricavi relativi all’attività sospesa erano stati, in percentuale, superiori a quelli derivanti dall’attività di rivendita di generi di monopolio, mai stata sospesa.

 (Fonte: Fiscooggi.it)
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