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Isee: per il rinnovo Dsu snodo cruciale al 31 dicembre

 
29 NOVEMBRE 2019

Tra poco più di un mese, il passaggio al 2020 rappresenterà per molti contribuenti uno snodo fondamentale ai fini dell’Isee. Tra dicembre e gennaio infatti andrà a regime la nuova regolamentazione delle tempistiche di validità delle Dsu, che a differenza del passato non saranno più valide sino al 15 gennaio dell’anno successivo a quello di sottoscrizione, ma scadranno direttamente il 31 dicembre dell’anno stesso. E questa regola, appunto, varrà già dal 31 dicembre 2019. In altre parole, dopo la mezzanotte del 31 andremo a dormire (se andremo a dormire) con una Dsu, e ci sveglieremo la mattina del primo con quella stessa Dsu già scaduta.

Morale: servirà subito rinnovarla se si vorrà continuare a godere di certe prestazioni a sostegno del nucleo che per forza di cose non sono erogate una tantum, ma vengono suddivise in tranches sulla base di requisiti monitorati volta per volta. L’esempio lampante è quello del Reddito/Pensione di Cittadinanza che prevede appunto un’erogazione mensile nell’arco di 18 mesi, ma anche i bonus sociali legati all’utenze domestiche (acqua, gas, luce) potrebbero rappresentare un caso analogo, anche se per una percentuale nettamente inferiore di utenti.

In linea teorica, lo spostamento della scadenza delle Dsu al 31 dicembre dello stesso anno di sottoscrizione, non rappresenta per i CAF un cambiamento così sconvolgente. In fin dei conti, se ben vediamo, il periodo di scadenza resta lo stesso, solo con un termine anticipato di due settimane. La vera differenza, semmai, sta nel fatto che gli anni passati non avevamo il Reddito di Cittadinanza, quindi c’è da prevedere che per CAF e Patronati quello di gennaio-febbraio 2020 sarà un periodo abbastanza turbolento, visto l’afflusso di persone che presumibilmente verranno a bussare alle sedi per richiedere il rinnovo delle Dsu Isee.

È pur vero, volendo allargare il discorso, che da gennaio subentrerà l’indicatore “precompilato”, con la possibilità quindi (come per il 730) di scaricarsi autonomamente la Dsu già fatta dal sito Inps e di modificarla eventualmente senza passare dal CAF; ma in quanti, verosimilmente, saranno già abbastanza “scafati” da approfittarne? In più c’è anche da considerare la questione tutt’ora in sospeso dei bonus nido, che la manovra 2020 vorrebbe modificare stratificandone l’erogazione proprio in virtù delle fasce Isee, cosa che prima non era prevista perché il bonus nido è stato sempre un beneficio slegato da soglie economiche selettive. Coloro, quindi, che vorrebbero cominciare a beneficiarne a partire dal 2020 potrebbero essere costretti a dotarsi di Dsu se le proposte contenute nel DDL Bilancio fossero convertite in legge.

Insomma, visto dalla prospettiva di CAF e Patronati, il quadro che si delinea per il passaggio d’anno è di quelli per cui occorre corazzarsi con largo anticipo, fermo restando che i servizi proseguiranno a funzionare con la regolarità di sempre, dovendo però far fronte a una clientela che si prospetta più copiosa. Per capire un po’ meglio prendiamo il caso dei soggetti percipienti il Reddito di Cittadinanza. La legge prevede che il beneficio spetta ai nuclei in possesso di:

  • un valore Isee inferiore a 9.360 euro;
  • un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 30.000 euro;
  • un valore del patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro per il single, incrementato in base al numero dei componenti della famiglia (fino a 10.000 euro), alla presenza di più figli (1.000 euro in più per ogni figlio oltre il secondo) o di componenti con disabilità (5.000 euro in più per ogni componente con disabilità);
  • un valore del reddito familiare inferiore a 6.000 euro annui, moltiplicato per il corrispondente parametro della scala di equivalenza (pari ad 1 per il primo componente del nucleo familiare, incrementato di 0,4 per ogni ulteriore componente maggiorenne e di 0,2 per ogni ulteriore componente minorenne, fino ad un massimo di 2,1). Tale soglia è aumentata a 7.560 euro ai fini dell’accesso alla Pensione di cittadinanza. Se il nucleo familiare risiede in un’abitazione in affitto, la soglia è elevata a 9.360 euro.

Detto questo, il Decreto 4/2019 - che ha istituito appunto il RdC - stabilisce al quinto comma dell’articolo 5 che “i requisiti economici di accesso al RdC si considerano posseduti per la durata della attestazione Isee in vigore al momento di presentazione della domanda e sono verificati nuovamente solo in caso di presentazione di nuova Dsu, ferma restando la necessità di aggiornare l’Isee alla scadenza del periodo di validità dell’indicatore”. In parole povere il legislatore statuisce a chiare lettere l’obbligo di una nuova Dsu allo scadere di quella precedente. Cosa che ci porta direttamente alla data del 31 dicembre, data di scadenza di tutti gli indicatori Isee sottoscritti nel 2019, a prescindere dal fatto che il RdC abbia un arco di validità di 18 mesi.

Volendo fare un esempio pratico, un nucleo che abbia fatto domanda - poi accolta - per il RdC a giugno 2019, quindi sulla base di una Dsu datata 2019, sarà obbligato a richiedere una nuova Dsu dopo il 31 dicembre, nonostante il RdC abbia un arco di validità di 18 mesi. In altri termini le mensilità di un RdC partito da giugno 2019, non andranno avanti senza soluzione di continuità fino a dicembre 2020, ma saranno interrotte qualora nel 2020 non venga rinnovato l’Isee calcolato nel 2019.

Riguardo infine ai percettori dei bonus sociali luce-acqua-gas il discorso cambia, almeno in parte. Coloro infatti che saranno chiamati a rinnovare il proprio Isee dopo il 31 dicembre rappresentano una quota di utenza largamente inferiore rispetto a chi, viceversa, dovrà rinnovarlo ai fini RdC. A dover adempiere al rinnovo saranno in pratica solo le persone il cui bonus scadrà a dicembre stesso, mentre per gli altri l’erogazione andrà avanti fino alla naturale scadenza dei 12 mesi.

Luca Napolitano
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