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ISEE Assegno Unico: l’INPS aggiornerà l’indicatore

 
06 MARZO 2026

Da marzo è partita la nuova annualità dell’Assegno Unico Universale, una delle cinque prestazioni economiche (assieme ad Assegno di inclusione, Supporto per la formazione e il lavoro, Bonus Nido e Bonus nuovi nati) sulle quali andranno ad incidere le modifiche della riforma ISEE introdotta con la Legge di Bilancio 2026. Coloro che avessero rinnovato la Dsu a inizio anno – cioè tra gennaio e febbraio – cominceranno a ricevere le mensilità dell’Assegno già da marzo, rapportate al livello reddituale del nucleo. Senza un ISEE valido, invece, l’Assegno verrà comunque erogato (dietro richiesta all’INPS), ma nella sua misura standard; facendo però l’ISEE entro il 30 giugno 2026 (per cui si può contattare CAF ACLI) si potranno ricevere le maggiori quote mensili rapportate all’indicatore familiare.

ISEE Assegno Unico 2026: come cambia

Le nuove regole seguono due direttrici: da un lato abbiamo l’innalzamento generalizzato della franchigia dell'abitazione principale dagli attuali 51.500 euro a 91.500 euro, e poi da 91.500 a 120.000 euro solo per i nuclei familiari la cui casa è ubicata in alcune città metropolitane come Bari, Bologna, Firenze, Milano, Napoli, Roma, ecc.; dall’altro abbiamo invece il potenziamento dei coefficienti applicati ai nuclei con più figli (cioè le cosiddette "scale di equivalenza") che servono in buona sostanza ad agevolare l’accesso a determinate prestazioni di sostegno quando il numero dei figli cresce: ad esempio da 0 a 0,1 in caso di nuclei familiari con due figli, oppure da 0,2 a 0,25 in caso di tre figli. Quindi, per chiarire, l'innalzamento di questi parametri che tengono appunto in considerazione il numero dei figli, renderà l’indicatore progressivamente più basso all’aumentare dei figli, rendendo così il calcolo più favorevole per le famiglie numerose ai fini di una certa prestazione cui si vorrà accedere.

ISEE Assegno Unico 2026: quando partono le novità 

Il discorso poi su quando le nuove modifiche diverranno davvero operative, intervenendo concretamente sul calcolo dell'indicatore familiare, è tutt'altra questione: basti ricordare che la "famosa" franchigia patrimoniale fino a 50.000 euro su Btp, buoni fruttiferi e libretti postali divenuta operativa da aprile 2025, era stata in realtà introdotta dalla manovra 2024, cioè praticamente un anno e mezzo prima. Questo per dire che i tempi tecnici di traduzione in pratica della norma potrebbero essere tutt'altro che immediati.

Al momento, cioè fin quando non interverrà il decreto direttoriale del Ministero del Lavoro (di concerto col MEF) ad aggiornare le istruzioni ISEE, rendendo così applicabili le nuove norme alla luce delle disposizioni della Legge di Bilancio, il calcolo degli indicatori 2026 verrà effettuato seguendo le regole tradizionali pre-riforma, dopodiché, una volta rese operative le modifiche, sarà l’INPS stesso ad integrare le Dsu già calcolate alla vecchia maniera.


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