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Isee 2020: serve il rinnovo anche per REI e Social Card

 
24 GENNAIO 2020

Sul Reddito di Inclusione (o quel che ne resta) e la Carta Acquisti ordinaria (nota come Social Card) il 2020 porta in serbo delle novità. Per l’esattezza, come riporta il comunicato dell’Inps del 20 gennaio, le novità riguardano in primis le rivalutazioni degli importi dei trattamenti previdenziali e assistenziali (già disposte dal Decreto 278 del Ministro dell’Economia e delle Finanze 27 novembre 2019). Rivalutazioni però che indirettamente vanno appunto a influire anche sul Reddito di Inclusione (REI) e sulla Carta acquisti ordinaria. A mettere tutto in chiaro è il messaggio 161 dell’Inps del 20 gennaio.

Vediamo allora un punto alla volta. Sul Reddito di Inclusione va anzitutto premesso che non può più essere richiesto dal 1° marzo del 2019, data in cui è partito il Reddito di Cittadinanza, che ha di fatto scalzato la prestazione precedente. Quindi di fatto il REI è una misura sostanzialmente “defunta”, che resta però operativa, fino alla naturale scadenza dei 18 mesi (cioè la durata ordinaria dell’assegno), per coloro i quali ne hanno fatto domanda fino al 28 febbraio dell’anno scorso. Ovvio, quindi, che quando i 18 mesi delle prestazioni REI attualmente in circolazione saranno esauriti - chi prima chi dopo - l’assegno sarà definitivamente disattivo, non più rinnovabile né richiedibile.

Detto ciò, posto – come scrive l’Inps – che il beneficio economico del REI “è soggetto ad un tetto massimo di erogazione commisurato all’ammontare annuo dell’assegno sociale”, maggiorato però del 10%, “a seguito dell’emanazione del decreto interministeriale in commento è stato rivalutato l’importo dell’assegno sociale che, per l’anno 2020, è pari ad un valore annuo di 5.977,79 euro e che, maggiorato del 10%, equivale a 6.575,56 euro; tale importo costituisce quindi il valore massimo dell’ammontare del Reddito di Inclusione per l’anno 2020”.

Capitolo Social Card/Carta Acquisti. Qui la faccenda intacca anche le soglie di accesso ISEE. Ricordiamo che la Carta Acquisti, nata nel 2008, è un sussidio destinato alle famiglie che versano in difficoltà economica per permettere loro di sostenere determinate spese di primaria importanza (alimentari, mediche o bollette luce e gas). Per poterla ottenere è necessario essere in possesso di determinati requisiti Isee che però non sono fissi, ma variano annualmente in funzione della “perequazione automatica dei trattamenti pensionistici dell'assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti”.

In sostanza, per beneficiare della Carta Acquisti nel 2020, occorre:

  • un valore dell’indicatore ISEE inferiore a 6.966,54 euro (sia per la Carta acquisti minori che per la Carta acquisti ultrasessantacinquenni);
  • un valore dei redditi e dei trattamenti dei pensionati inferiore a 6.966,54 euro, se il richiedente/titolare è di età compresa tra 65 anni e 69 anni, o a 9.288,72 euro se il richiedente/titolare ha un’età non inferiore a 70 anni (tale valore rileva ovviamente solo per la Carta acquisti ultrasessantacinquenni).
 
Ma le raccomandazioni dell’Inps non finiscono qui. Adesso arriva il punto fondamentale. Per coloro infatti che hanno in corso prestazioni REI o che godono della Carta Acquisti, vale lo stesso identico discorso che avevamo fatto nella nostra precedente news del 9 gennaio, ossia la necessità di rinnovare l’ISEE entro il 31 gennaio (servizio per il quale è possibile contattare le sedi CAF ACLI) per far sì che le suddette prestazioni continuino a essere regolarmente erogate anche nel 2020 fino a naturale scadenza. Laddove invece tale appuntamento dovesse essere mancato, l’erogazione dei benefici sarà sospesa a partire dalla mensilità di febbraio e fino alla presentazione di una nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica valida. Quindi morale: la prestazione non verrà persa, ma solo “messa in ghiaccio” per così dire, per poi riprendere il naturale corso (arretrati compresi) non appena il beneficiario rinnoverà la propria Dsu.

Luca Napolitano
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