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Irpef: il minor acconto va chiesto entro l’11 ottobre

 
06 OTTOBRE 2021

Se il reddito si abbassa, a novembre si potrà pagare un acconto più esiguo in previsione dell’imposta 2022. In pratica il contribuente che si stia accorgendo di percepire nel corso del 2021 meno entrate rispetto ai redditi dichiarati per il 2020, o magari, pur con lo stesso reddito, stia accumulando oneri deducibili/detraibili che faranno pagare – in riferimento al 2021 – un’imposta più bassa dell'anno precedente, può chiedere, entro l’11 ottobre, di versare un acconto più basso rispetto a quanto riportato nel prospetto di liquidazione del 730/2021, manifestando in forma scritta la propria volontà al datore di lavoro o all'ente pensionistico.

Il versamento della seconda (o unica) rata di acconto Irpef, scade di regola il 30 novembre di ogni anno. Ricordiamo che per effetto dell’art. 11, comma 18, del D.L. n. 76/2013, l’acconto Irpef sull'anno in corso è oramai dovuto nella misura del 100%. Ma il 100% di cosa? Il 100% dell’imposta scaturita dall’ultimo 730 elaborato sui redditi dell’anno precedente. In questo caso, quindi, il 730/2021 riferito all’anno 2020.


Ora, se l’imposta calcolata risulta pari o inferiore a 52 euro, non è dovuto nessun acconto. Se invece l’imposta è superiore a 52 euro si aprono due strade: o il versamento dell’acconto spalmato in due rate (16 giugno – 30 novembre) oppure in un’unica rata (30 novembre). Il versamento in due rate (rispettivamente del 40 e 60%) si applica se l’imposta riportata nel 730-3 è pari o superiore a 257,52 euro, viceversa il versamento in un’unica rata (100% appunto) si avrà in caso di imposta netta superiore a 52 euro ma inferiore alla soglia di 257,52 euro.

Per la precisione, nel prospetto di liquidazione 730-3 gli importi del secondo o unico acconto di Irpef o Cedolare Secca sono indicati, rispettivamente, ai righi 95 e 101 (115 e 121 per il coniuge dichiarante). Detto questo, se si vuole che la trattenuta non venga effettuata o che venga effettuata in misura minore rispetto a quanto riportato (perché ad esempio, avendo sostenuto molte spese detraibili, si ritiene che le imposte dovute sui redditi 2021 dovrebbero ridursi), è possibile comunicarlo per iscritto al proprio sostituto d'imposta.

Ovviamente, se c'è bisogno di una consulenza, è possibile rivolgersi agli operatori delle sedi CAF ACLI. Ma attenzione! Il contribuente che voglia intraprendere la strada del calcolo previsionale, cioè in previsione della futura imposta (il contrario, quindi, del cosiddetto metodo “storico”), deve essere più che sicuro della sua correttezza.

Infatti, se al momento della futura liquidazione dell'imposta annuale dovuta per il 2021 (tramite la prossima dichiarazione dei redditi 730/2022), gli acconti già pagati dovessero risultare inferiori a quelli dovuti, scatterebbero a posteriori le sanzioni per versamento insufficiente. In ogni caso, prima ancora che arrivi la comunicazione di irregolarità da parte dell'Agenzia delle Entrate, potrebbe essere possibile rimediare ricorrendo all'istituto del ravvedimento operoso.

Luca Napolitano
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