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Imu Tasi: entro il 16 dicembre per chiudere col 2019

 
06 DICEMBRE 2019

Dieci giorni al saldo Imu Tasi. Il 16 dicembre segnerà il congedo, oltre che per l’imposta del 2019, anche per la Tasi in generale, che se quanto previsto nel DDL della manovra 2020 dovesse trovare conferma in Parlamento, sparirà di scena da gennaio. A gennaio però bisogna arrivarci e per farlo c’è da lasciarsi alle spalle l’appuntamento del 16. Imu e Tasi si pagano con F24, e in caso di bisogno le sedi o il portale di consulenza online di CAF ACLI sono pronti a darvi una mano su tutta la trafila necessaria per adempiere all’obbligo tributario: dalla verifica sull’aliquota annua alla compilazione del modello di pagamento con cui poi si dovrà andare in banca o alla posta, salvo la scelta di farsi addebitare l’importo per via telematica sul conto corrente.

Precisiamo però subito una cosa: di norma il versamento non è dovuto se l’imposta non è superiore ai 12 euro (a meno che il Comune in delibera non abbia disposto diversamente). I 12 euro sono da intendere come imposta totale sul periodo di possesso nell’intero arco dell’anno e non come rata singola di acconto o di saldo. Quindi, esempio, se come acconto ho pagato 10 euro e altrettanti ne devo pagare a saldo l’imposta è sicuramente dovuta. Come accennato, l’F24, una volta compilato, è da effettuarsi materialmente in banca o alla posta, a meno che il contribuente non abbia voluto farsi fare l’addebito online.

Il modello sarà intestato al titolare del versamento, ovviamente in base all’utilizzo dell’immobile, al periodo e alla singola quota di possesso, ma questi, appunto, sono tutti aspetti su cui gli operatori CAF ACLI possono tranquillamente assistervi. Se poi si è residenti all'estero, per i versamenti occorre contattare direttamente il comune beneficiario per ottenere le relative istruzioni e il codice IBAN del conto sul quale accreditare l’importo dovuto. In tal caso, qualora il residente all’estero fosse titolare di un c/c in Italia presso una delle banche convenzionate con l’Agenzia delle Entrate, potrebbe anche, previa registrazione ai servizi telematici della stessa Agenzia, compilare il Modello F24 ed eseguire il pagamento tramite il software F24 online.

Sciolti questi aspetti pratici, è bene far presente che ai fini del saldo la delibera del Comune, se esistente (altrimenti va da sé che varrebbe quella dell’anno precedente o quella prima ancora), è come il Vangelo: cioè rispetto all’acconto di giugno il Comune potrebbe aver deliberato un’aliquota diversa, e magari anche più alta, visto lo sblocco sul caro aliquote che ha rimesso in moto da quest’anno (dopo un triennio di quiete) la possibilità per le giunte di modulare al rialzo i prelievi. Se allora l’aliquota dovesse essere diversa il CAF provvederà a ricalcolare da capo il tributo, tarandolo sui 12 mesi, o comunque sul periodo di possesso effettivo, salvo infine sottrarre l’acconto versato a giugno.

Teniamo in ogni caso a ribadire un aspetto su cui ci eravamo già soffermati nei giorni scorsi, e cioè il temuto blocco dei conti correnti da parte del Comune a chi non dovesse pagare in tempo il saldo Imu Tasi. La questione era nata da una proposta contenuta nella manovra (per l’esattezza l’articolo 96 che introdurrebbe la
“Riforma della riscossione degli enti locali”), quindi vorremmo tranquillizzarvi sul fatto che qualunque cosa abbiate letto, il blocco dei conti è solo una delle proposte legislative contenute nel piano complessivo del DDL Bilancio, e in ogni caso, quandanche la proposta venisse approvata in Parlamento, avrebbe validità solo a partire dal 2020. Non varrà insomma per il saldo 2019.


Un altro aspetto importante è l’eventuale cambio d’uso durante l’anno. Se ad esempio fino a giugno avevo una seconda casa affittata che adesso è vuota, è evidente che per il saldo non dovrò più fare riferimento all’aliquota sulle seconde case locate, bensì a quella che il Comune prevede su quelle a disposizione (ammesso ovviamente che ci sia una distinzione di aliquota). Oppure il contrario. Se fino a giugno ho avuto una seconda casa vuota, che poi è stata affittata, è chiaro che nel calcolare il saldo 2019 dovrò riferirmi all'eventuale aliquota sulle seconde case locate. Non solo, ma dovrò fare anche attenzione a un’altra papabile differenza di aliquota, cioè quella per le case in affitto con canone libero e quella per gli affitti concordati.

Luca Napolitano
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