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Imu: niente seconda rata per le attività sospese

 
13 NOVEMBRE 2020

Non dovrà essere pagata la seconda rata Imu del 2020, in scadenza il prossimo 16 dicembre, per gli immobili e le relative pertinenze in cui si svolgono le attività interessate dalle misure restrittive di sospensione o di limitazione dell’esercizio disposte a seguito dell’aggravarsi dell’emergenza Covid. A prevederlo è l’articolo 9 del Dl 137/2020 (cosiddetto Decreto Ristori).

Le attività in questione sono elencate in maniera dettagliata nell’allegato 1 dello stesso provvedimento e riguardano i settori della ristorazione e della somministrazione di cibi e bevande (bar, pasticcerie, gelaterie, ristoranti), della ricettività alberghiera, del turismo, dello sport, del benessere fisico (piscine, palestre), dello spettacolo, della cultura, dell’organizzazione di fiere e altri eventi.

Attenzione però, perché l’agevolazione spetta soltanto se sussiste la coincidenza tra il proprietario dell’immobile e il gestore dell’attività esercitata: cioè, per converso, se il possessore delle mura non è al tempo stesso il gestore dell’attività l’Imu andrà pagata.

Tale agevolazione, inoltre, si va ad aggiungere all’altra esenzione dal pagamento della seconda rata Imu rivolta alle strutture turistiche e dello spettacolo, per cui diversamente non è richiesta dal legislatore la coincidenza tra proprietario e gestore. Parliamo per l’esattezza della disposizione contenuta nell’articolo 78 del Dl 104/2020 (Decreto Agosto) che, nello specifico, sanciva l’esenzione dal tributo per:

  • gli immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonché gli immobili degli stabilimenti termali
  • gli immobili rientranti nella categoria catastale D/2 (alberghi e pensioni con fine di lucro) e relative pertinenze, gli immobili degli agriturismi, dei villaggi turistici, degli ostelli della gioventù, dei rifugi di montagna, delle colonie marine e montane, degli affittacamere per brevi soggiorni, delle case e appartamenti per vacanze, dei bed & breakfast, dei residence e dei campeggi, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività lì esercitate
  • gli immobili rientranti nella categoria catastale D in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimenti di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni
  • gli immobili rientranti nella categoria catastale D/3 destinati a spettacoli cinematografici, teatri e sale per concerti e spettacoli, purché ci sia corrispondenza tra relativo proprietario e gestore dell’attività (per tale tipologia di immobili, tra l’altro, l’esenzione dall’Imu è prevista anche per gli anni 2021 e 2022, previa autorizzazione della Commissione europea)
  • gli immobili destinati a discoteche, sale da ballo, night-club e simili, sempreché proprietario e gestore coincidano.

(Fonte: Fiscooggi.it)
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