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IMU: le doppie case dei coniugi si chiamano fuori

 
24 NOVEMBRE 2023

Niente saldo IMU 2023 (in scadenza il 18 dicembre perché il 16 cade di sabato) per i coniugi o gli uniti civili che risiedono e dimorano in due abitazioni distinte di cui sono i rispettivi possessori. Non fa nemmeno differenza il Comune dove le abitazioni si trovano: l’esenzione infatti vale per entrambi gli immobili, a prescindere che siano collocati nel territorio dello stesso Comune o in due Comuni diversi. Circa un anno fa, la sentenza 209/2022 emessa il 13 ottobre dalla Corte Costituzionale decretò la parziale illegittimità della norma che nel 2011 aveva introdotto l’IMU, relativamente alla parte in cui prevedeva l’esistenza di una sola abitazione principale legata al possessore e, se coniugato, al suo nucleo familiare.

IMU 2023: coppie con doppia abitazione

Sulla base di questo principio ci si era quindi posti il problema delle coppie sposate con doppia abitazione: marito da una parte dimorante nella casa X, moglie dall’altra dimorante nella casa Y. La regola che ne era uscita aveva previsto inizialmente la possibilità di applicare – in deroga alla norma – la doppia esenzione sull’abitazione principale solo per le coppie residenti in Comuni diversi, mentre per quelle residenti in due abitazioni collocate nello stesso Comune l’esenzione sarebbe stata applicata soltanto su una delle due. E così si è andati avanti fino al dicembre 2021. Poi nel 2022 si è pensato di mettere tutti d’accordo con la scelta di abolire la doppia esenzione per i coniugi con residenze in Comuni diversi uniformando così le tipologie: una sola esenzione per tutti.

IMU 2023: la sentenza della Consulta per le coppie sposate

L’ultima mossa è stata appunto quella della Consulta, che pronunciandosi con la sentenza di incostituzionalità emessa l’anno scorso ha ribaltato letteralmente la partita, indicando di fatto la strada alla doppia esenzione IMU per tutte le coppie sposate/unite civilmente titolari di due case, che per le più disparate ragioni si trovano costrette a vivere sotto tetti diversi. Se allora, con la legge originaria, il concetto abitazione principale era una duplice “calamita” che attraeva tanto il suo possessore quanto il suo nucleo familiare (se esistente), dopo la sentenza della Corte l’abitazione principale diventa l’immobile dove risiede e dimora solo il possessore. Ogni riferimento al nucleo è stato quindi dichiarato inammissibile.

IMU 2023: doppie abitazioni coniugi esenti

Questo allora cosa comporta in termini di legge? Come spiegava un’analisi del Sole 24 ore “le pronunce di illegittimità costituzionale hanno efficacia dal giorno successivo a quello di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e comportano non già l'abrogazione, la caducazione, l'annullamento o la nullità della norma illegittima, ma solo la sua disapplicazione, producendo un effetto che si pone a metà fra l'abrogazione (non retroattiva) e l'annullamento (anche retroattivo)”. Andando al sodo, quindi, “disapplicazione” vuol dire che la norma, dal momento in cui la sentenza viene pubblicata in Gazzetta, perde di efficacia, smette cioè di essere applicabile; di conseguenza, da quel momento, le coppie sposate/unite titolari delle due abitazioni in cui risiedono, non devono più pagare l’IMU, né per l’una né per l’altra.

Luca Napolitano
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