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Imu e no profit: ecco le regole

 
28 NOVEMBRE 2012

Suscita più di un dubbio il regolamento Imu da applicare agli enti non commerciali che il Ministero delle Finanze ha varato lo scorso 19 novembre col decreto n. 200/12, pubblicato poi sulla Gazzetta Ufficiale del 23 novembre. Dubbi che vengono espressi un po’ ovunque, oltre che dalle stesse organizzazioni che saranno toccate dalle nuove regole. Va precisato, però, che sebbene l’accostamento tra Vaticano ed enti non commerciali è quella mediaticamente più battuta, in realtà l’applicazione dell’imposta è destinata a coinvolgere anche gli immobili non necessariamente appartenenti alla Sante Sede o ad altri enti religiosi.

Per capire l’uniformità dello scetticismo che ha accompagnato la pubblicazione del decreto, basterebbe vedere come due testate giornalistiche diametralmente opposte, cioè Panorama e Il Fatto Quotidiano, hanno trattato l’argomento. “Sull’esenzione del pagamento Imu per gli immobili della Chiesa – scrive ad esempio Panorama – il Governo non vuole proprio saperne di mollare. A nulla è servito infatti il richiamo dell’Unione Europea che aveva intimato non solo di far pagare la tassa immobiliare ai locali di proprietà del Vaticano che esercitassero attività economica, ma di recuperare anche tutti gli arretrati dell’Ici dal 2006 ad oggi”. “E a nulla – prosegue l’articolo – sembrano essere servite le due bocciature del Consiglio di Stato sul decreto che doveva stabilire i criteri con cui decidere quali locali avessero dovuto pagare e quali invece essere esentati”.

Toni molto più accesi, anche se poi la sostanza non cambia, sono quelli espressi dal Fatto Quotidiano, che ha parlato apertamente di un “regolamento pieno di imbrogli”, “un gigantesco pasticcio”, “una manna per azzeccagarbugli” che “regala agli enti ecclesiastici una nutrita serie di scappatoie per esentarsi dall’Imu”. Il “vero scandalo” di questa “immunità fiscale”, come la chiama Il Fatto, “sta nel regolamento varato dal ministero”, il quale “avrebbe dovuto recepire le indicazioni del Consiglio di Stato, che invitava il Governo a rispettare le norme europee senza concedere agevolazioni ingiustificate agli enti ecclesiastici”. E nella contesa non mancano infine le voci dei diretti interessati, quelli che ovviamente sono chiamati al versamento del tributo e che mettono in rilievo la “grandissima confusione”, parola del Forum del Terzo Settore, che domina il sistema di regole da cui si dovrebbe discernere chi è destinato a pagare e chi no.

La questione nasce dalle modifiche apportate dal decreto 174/2012 (art. 9, comma 6) alla legge sulle liberalizzazioni che a partire dallo scorso gennaio aveva appunto ridisegnato le regole per riconoscere l'esenzione Ici sugli enti non commerciali, quelli, cioè, “che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di un’attività commerciale”. In linea di massima, assodata l’esenzione per gli immobili destinati “esclusivamente” allo svolgimento di attività non commerciali (vedi gli edifici di culto), ci si è posti il problema di come affrontare il nodo di quelle istituzioni che svolgono un’attività mista, cioè in parte commerciale e in parte non.

Ora, la regola generale da far valere in questi casi è quella che applica l’Imu soltanto sulle frazioni di unità immobiliare destinate allo svolgimento di attività meramente commerciali. Laddove però non fosse possibile distinguere con certezza le frazioni del fabbricato, varrebbe il principio secondo cui “l’esenzione si applica in proporzione all’utilizzo non commerciale dell’immobile”, chiamando in causa una serie di variabili ed “elementi rilevanti” utili a far emergere il rapporto proporzionale fra le diverse attività svolte. Ed è proprio su questo punto che interviene il regolamento messo a punto dal Ministero delle Finanze, fornendo una sorta di “cassetta degli attrezzi” per dirimere quei casi in cui è difficile isolare le diverse porzioni di immobile.

Dal 1° gennaio 2013, a fini dell’Imu, si comincerà dunque a distinguere tra enti esclusivamente non commerciali (esenti dall’imposta) ed enti misti, che pagheranno il tributo in misura proporzionale. Per essere esentati bisognerà dimostrare di avere un certo numero di requisiti, primo su tutti il divieto di distribuire gli utili fra soci, amministratori e lavoratori, per poi reinvestirli nello svolgimento delle attività istituzionali o devolverli a iniziative analoghe in caso di scioglimento dell’ente. Non solo, ma più nel dettaglio, fatte salve queste condizioni generali, vi sono altri “paletti” che a seconda del tipo di ente (sanitario, sportivo, didattico, culturale, ecc.) contraddistinguono il limite fra “commerciale” e “istituzionale”. Si prendano ad esempio le scuole. Queste dovranno dimostrare di svolgere attività didattiche paritarie rispetto a quelle statali, di non applicare criteri discriminatori nell’accettazione degli alunni, di avere strutture a norma rispetto agli standard previsti, e di svolgere infine la propria attività a titolo gratuito oppure dietro il versamento di “importi simbolici tali da coprire solamente una frazione del costo del servizio”.

Al di là di questa serie di requisiti c’è solo l’attività commerciale, e di conseguenza scatta il pagamento dell’Imu. Ipotizzando allora un immobile nel quale la distinzione catastale fra gli spazi commerciali e non commerciali non sia così netta (nello stesso spazio ad esempio potrebbero essere svolte attività di diverso tipo) ecco che interverrebbe una variabile come il “numero dei soggetti”. La proporzione andrebbe quindi calcolata “in base al numero dei soggetti nei confronti dei quali le attività sono svolte con modalità commerciali rapportandolo al numero complessivo dei soggetti nei confronti dei quali è svolta l’attività”. Ad ogni modo, “nel caso in cui l’utilizzazione mista sia effettuata limitatamente a specifici periodi dell’anno”, oltre alla distinzione su base catastale o a quella fatta in funzione del numero di persone, si utilizzerebbe la variabile “tempo”, rapportando i giorni totali di attività a quelli durante i quali l’immobile è utilizzato per lo svolgimento di attività commerciali.

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