Menu Chiudi

Imu al conguaglio il 28 febbraio

 
26 FEBBRAIO 2021

Il 28 febbraio 2021 scade il conguaglio dell’Imu 2020. Mettiamo subito in chiaro: non si tratta di una scadenza complessiva che vale per tutti, perché lo scorso 16 dicembre era comunque rimasto invariato il termine per il versamento della seconda rata Imu sul 2020. C’è un però! Il 28 febbraio 2021 è stato appunto individuato come termine extra per quei contribuenti possessori di immobili la cui Imu saldata a dicembre potrebbe non essere sufficiente per chiudere i conti sul 2020.

A causa infatti degli stravolgimenti (anche fiscali) causati dalla pandemia, potrebbe volercene anche un terzo. Ma come mai questa “sfasatura” che per alcuni vale e per altri no? Se ricordate, un caso analogo già lo avemmo con la mini Imu nel 2014, quando ancora vigeva il tributo sulle prime case: in pratica il balzello era dovuto solo in quei Comuni che avessero deliberato aliquote diverse (cioè più alte) rispetto all’anno prima. Solo che al tempo il versamento extra era stato calendarizzato a fine gennaio, mentre in questo caso è stato previsto un mese in più di tempo: 28 febbraio appunto. La motivazione in buona sostanza è il ritardo – giustificato dal Covid – dell’approvazione dei bilanci e delle delibere 2020, nelle quali i Comuni devono far rientrare le stesse aliquote Imu.

Ebbene. La normale agenda 2020 prevedeva infatti il 31 ottobre quale termine canonico entro il quale i Comuni avrebbero dovuto approvare le suddette delibere, confermando o modificando, in vista del saldo di dicembre, l’assetto delle aliquote Imu rispetto al 2019. Non tutti però sono riusciti a osservare il termine. In situazioni normali, se l’aliquota fosse rimasta la stessa da un anno all’altro, sarebbe stato sufficiente pagare il secondo 50% dell’imposta sulla base dell’aliquota 2019. Ma in questo caso il Decreto 125/2020 del 7 ottobre, poi convertito in legge, recante le norme sulla proroga dello stato di emergenza Covid, ha concesso una finestra ulteriore di tempo fino al 31 dicembre 2020 per quei Comuni che non avessero deliberato entro la data del 31 ottobre.

Ecco allora, a catena, la necessità di un ulteriore margine temporale per i versamenti, ma ovviamente solo nei Comuni che si fossero presi più tempo per approvare le loro delibere. Quindi ricapitolando: il 16 dicembre, in tutti i Comuni, restava fisso l’appuntamento del saldo Imu classico, a prescindere dalle aliquote. Poi, qualora un Comune non abbia deliberato (in sostanza innalzato) le sue aliquote 2020 entro il 31 ottobre bensì entro il 31 dicembre (con pubblicazione entro il 31 gennaio 2021), bisognerà a quel punto pagare entro il 28 febbraio 2021 la differenza in eccesso rispetto al versamento del 16 dicembre.


Luca Napolitano

0
faq Serve aiuto? Consulta l’archivio delle FAQ o fai una domanda ai nostri esperti. Trova le risposte