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Il Superbonus 110% accoglie anche i familiari conviventi

 
11 SETTEMBRE 2020

Un Superbonus a immagine e somiglianza degli altri bonus casa 50-65%. È quello che emerge dalle ultime indicazioni di prassi fornite dall’Agenzia delle Entrate (Circolare 24/E dell’8 agosto e provvedimento dello stesso giorno) su alcuni aspetti che nella regolamentazione del maxi beneficio al 110% delle spese effettuate, ricalcano infatti l’orientamento delle classiche detrazioni su ristrutturazioni e riqualifica energetica. Possono ad esempio accedere al Superbonus anche i promissari acquirenti che abbiano registrato il preliminare di vendita e i familiari conviventi del possessore o detentore dell’immobile che sostengono la spesa per i lavori effettuati. Rientrano inoltre nel “paniere” degli importi agevolabili anche i costi per materiali e progettazione, più tutte quelle spese “satellite” legate alle prestazioni professionali dei tecnici coinvolti (vedi perizie e sopralluoghi, spese preliminari di progettazione e ispezione, ecc). Ed infine – chiarimento che ribadisce la sostanziale “vocazione” abitativa del Superbonus – viene confermata dall’AdE l’esclusione sui fabbricati strumentali/produttivi per imprenditori e autonomi, che potranno quindi richiedere il beneficio solo sulle unità abitative rientranti nella sfera privata.

Familiari conviventi

L’apertura ai familiari conviventi, cioè coloro pur non essendo titolari dell’immobile, possono, se appunto convivono col titolare e se pagano i lavori, godere del Superbonus, è un perfetto copia-incolla di quanto già avviene coi bonus 50-65%. “La Circolare 24/E – informa l’AdE – specifica che tali soggetti possono usufruirne se sono conviventi alla data di inizio dei lavori o, se antecedente, al momento del sostenimento delle spese. L’incentivo vale anche per gli interventi su un immobile diverso da quello destinato ad abitazione principale, nel quale può svolgersi la convivenza, mentre non spetta al familiare su immobili locati o concessi in comodato”. Non solo, ma ha diritto alla detrazione anche il promissario acquirente dell'immobile oggetto di intervento immesso nel possesso, a condizione che sia stato stipulato un contratto preliminare di vendita dell’immobile regolarmente registrato.

Le partite Iva e i condomìni

Quanto agli autonomi e a chi svolge lavoro d’impresa, il dubbio che sempre è stato posto è se il Superbonus potesse essere applicato alle singole unità immobiliari non abitative, destinate cioè all’esercizio della professione o dell’attività d’impresa (banalmente, ad esempio, un bar, un negozio, uno studio professionale, ecc.). Ebbene la risposta è no, salvo che i lavori non riguardino le parti comuni dei condomini, e allora ad esempio, ecco che il titolare di uno studio dentistico situato all’interno di un complesso condominiale, potrebbe tranquillamente, per la sua quota-parte, godere del 110%; ma a parte questa singola eccezione, la regola di base è che se parliamo di lavori svolti privatamente, quindi su singole unità immobiliari, la detrazione scatta solo se l’unità in questione è di tipo abitativo. Tradotto: le partite Iva non sono escluse tout court, ma solo in relazione agli eventuali immobili destinati all’esercizio della professione.

Cessione del credito e sconto in fattura

Un ultimo aspetto che viene toccato dalla Circolare 24/E è quello dell’opzione alternativa al bonus, ovvero la cessione del credito alla ditta da parte del contribuente beneficiario in luogo del cosiddetto “sconto in fattura”, più esattamente “un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, di importo massimo non superiore al corrispettivo stesso, anticipato dal fornitore di beni e servizi relativi agli interventi agevolati”. Per fare questo però servirà il passaggio intermedio della comunicazione – esclusivamente per via telematica – all’Agenzia delle Entrate a partire dal 15 ottobre ed entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello in cui si sostiene la spesa, utilizzando il modello approvato dal provvedimento dell’8 agosto (n. 283847). Comunicazione che potrà essere inviata avvalendosi di intermediari abilitati come CAF ACLI o dal beneficiario della detrazione per quanto riguarda gli interventi eseguiti sulle unità immobiliari, oppure dall’amministratore di condominio per gli interventi eseguiti sulle parti comuni.

 Luca Napolitano

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