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Il bonus ristrutturazioni è trasferibile solo una volta

 
22 SETTEMBRE 2021

L’erede di “seconda mano” non ha diritto all’ulteriore trasferimento delle quote del bonus ristrutturazioni rimaste a disposizione dopo il decesso del primo erede, che a sua volta le aveva ricevute per successione. L’Agenzia delle Entrate, nella risposta 612 del 20 settembre 2021, ha fatto il punto su un caso pratico riguardante il principio di trasferibilità delle rate annue in cui è spalmata la detrazione sui lavori edili.

Sappiamo che il bonus del 50% applicato alle opere di recupero/ristrutturazione o manutenzione straordinaria degli immobili, reca in sé la possibilità, in determinati casi come la cessione del fabbricato o il decesso del titolare, di essere trasferita rispettivamente ai nuovi acquirenti (previo accordo col venditore) oppure agli eredi del de cuius, in tal caso solo se “immessi” nella disponibilità diretta dell’immobile, cioè in parole povere solo se la casa resta a loro disposizione anziché venire affittata.

È chiaro che per poter essere “trasferita”, la detrazione deve risultare in essere, quindi le 10 rate annuali in cui viene suddiviso il complessivo sconto fiscale del 50%, non possono risultare estinte. Tuttavia c’è un dettaglio importante: questo principio è per così dire “one shot”, cioè non vale all’infinito ma è applicabile solo al primo trasferimento, quindi dal primo de cuius al primo erede, non ad eventuali successivi passaggi.

Il caso specifico dell’interpello cui l’Agenzia ha dato risposta, riguarda appunto l’ipotesi di un secondo trasferimento del bonus. La domanda viene infatti posta da un contribuente rimasto vedovo che chiede se possa usufruire nella dichiarazione 730/2021 delle quote residue del bonus 50% non godute dalla moglie, la quale a sua volta, assieme ai fratelli, aveva acquisito il beneficio fiscale per via ereditaria a seguito del decesso del padre, suocero dell’istante.

Il parere dell’Agenzia in questo caso è purtroppo negativo. Di base la legge prevede che “in caso di decesso dell'avente diritto, la fruizione del beneficio fiscale si trasmette, per intero, esclusivamente all'erede che conservi la detenzione materiale e diretta del bene”, e ciò attesta quel principio di trasferibilità cui accennavamo all’inizio.

Detto questo, però, è altrettanto vero, come riportato nella Circolare 7/2021, che se l’erede vende o dona l’immobile, le quote residue di bonus non si trasferiscono all’acquirente/donatario, neanche nell'ipotesi in cui la vendita o la donazione siano effettuate nel medesimo anno di accettazione dell'eredità.

Lo stesso identico meccanismo – e qui torniamo alla situazione descritta nell’interpello – vale in caso di decesso dell’erede che ha acquisito le quote di detrazione non fruite in vita dal primo de cuius: le quote residue non potranno quindi essere trasferite al successivo erede, così come non possono essere trasferite all’acquirente/donatario cui l’erede voglia cedere l’immobile.

In conclusione il signore vedovo che ha inviato l’interpello, non potrà beneficiare in veste di erede delle quote residue acquisite dalla moglie in seguito alla scomparsa del padre che aveva sostenuto le spese di ristrutturazione.

Luca Napolitano
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