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Figli a carico: requisito anagrafico valido su tutto l’anno

 
01 LUGLIO 2022

Il requisito anagrafico dei 24 anni per poter considerare il figlio a carico entro la soglia reddituale accresciuta fino a 4.000 euro anziché entro i “classici” 2.840 euro che uniformano tutti gli altri familiari a carico, ha efficacia su tutto l’arco dei 12 mesi quando avviene il compimento del 24esimo compleanno, a prescindere dalla data. Lo stesso ragionamento, ma all’inverso, si applicherà l’anno successivo, quando il figlio compirà 25 anni, e a quel punto, decadendo la barriera dei 24 anni, non si potrà più far valere la soglia reddituale dei 4.000 euro ma subentrerà appunto quella dei 2.840 euro.

In altri termini, nei casi dei figli che percepiscono un reddito, quando avviene il passaggio dai 24 ai 25 anni, e quindi diventa decisiva ai fini fiscali la differenza tra il percepire fino a 4.000 euro o il percepirne solo fino a 2.840, la detrazione sul carico non viene “spezzettata” in base al momento in cui scocca il compleanno, ma si applica uniformemente su tutti e 12 i mesi. Spesso da parte dei genitori che hanno figli con reddito vengono posti dei dubbi pratici, proprio con l’avvicinarsi del 25esimo compleanno, su come considerare il figlio, se a carico o meno.

Facciamo un esempio per capire meglio: ipotizziamo che un figlio, nel 2021, abbia totalizzato un reddito complessivo imponibile ai fini Irpef di 3.500 euro, e che sempre nel 2021 (ad esempio a giugno) abbia anche compiuto 25 anni. Potrà o no essere considerato a carico? Per essere più specifici, il dubbio pratico che molti genitori pongono è se il figlio, ormai 25enne, e con un reddito inferiore a 4.000 euro, ma al tempo stesso superiore a 2.840 euro, possa per lo meno essere messo a carico per i mesi del 2021 in cui non aveva ancora compiuto 25 anni.

La risposta è no. Partiamo dalla base normativa: a decorrere infatti dal 1° gennaio 2019, il limite di reddito per essere considerati fiscalmente a carico è stato incrementato da 2.840,51 a 4.000 euro in relazione ai figli di età non superiore a 24 anni. Quindi in pratica, se prima del 2019 un figlio di età pari o inferiore a 24 anni avesse guadagnato 3.500 euro, di certo non si sarebbe potuto considerare a carico dei genitori. Dal 2019 invece sì: qualunque figlio che fino a 24 anni (leggasi: 25 non ancora compiuti) guadagni un reddito superiore a 2.840,51 euro ma non a 4.000 euro, può essere considerato a carico dei genitori. Il dubbio, appunto, sorge negli anni di “snodo”, in particolare (come nell’esempio fatto sopra) quando avviene il compimento dei 25 anni.

Sulla questione la stessa Agenzia delle Entrate era intervenuta durante un Telefisco del Sole 24 Ore spiegando che “il requisito anagrafico deve ritenersi sussistere per l’intero anno in cui il figlio raggiunge il limite di età, a prescindere dal giorno e dal mese in cui ciò accade”. Pertanto, ai fini della dichiarazione 2022 (redditi 2021) bisogna vedere semplicemente quanti anni ha compiuto il figlio nel corso del 2021.

Se quindi nel 2021 ha compiuto 25 anni, la soglia di reddito a cui fare riferimento per verificare lo status di familiare a carico si abbassa automaticamente da 4.000 a 2.840,51 euro, a prescindere dal giorno e dal mese del compleanno. In altre parole, anche se il compleanno del figlio cadesse – per assurdo – il 31 dicembre, ultimo giorno dell’anno, per capire la validità o meno della detrazione su tutto l’arco dell’anno verrebbe comunque verificato il superamento non dei 4.000 euro bensì dei 2.840,51 euro.

Luca Napolitano
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