01 LUGLIO 2026
Per distinguere il confine temporale tra le due soglie di reddito dei figli a carico, ossia 4.000 euro per i figli fino a 24 anni e 2.840 euro per i figli dai 25 anni in poi, va considerato per intero l'anno di imposta in cui il figlio compie 24 e 25 anni. È un tema, questo, che spesso fa sorgere forti dubbi nei contribuenti alle prese con le detrazioni spettanti sui figli, vista appunto la barriera posta dal legislatore tra i 24 e i 25 anni. Le classiche domande sono infatti quelle relative al compimento delle due età, e cioè a quale soglia reddituale vada fatto riferimento quando si deve presentare il 730 relativo alle annualità in cui il figlio ha compiuto 24 o 25 anni.
Proviamo a fare un esempio pratico per capire meglio. Ipotizziamo che un figlio, nel 2025, abbia totalizzato un reddito complessivo imponibile ai fini Irpef di 3.500 euro, e che sempre nel 2025 (ad esempio a giugno) abbia compiuto 25 anni. Potrà allora essere considerato a carico nel 730/2026 relativo ai redditi 2025? Per essere più specifici, il dubbio pratico che molti genitori pongono è se il figlio, ormai 25enne, e con un reddito inferiore a 4.000 euro, ma al tempo stesso superiore a 2.840 euro, possa per lo meno essere messo a carico per i mesi del 2025 in cui non aveva ancora compiuto 25 anni, quindi da gennaio a maggio.
La risposta è no. Partiamo dalla base normativa: a decorrere infatti dal 1° gennaio 2019, il limite di reddito per essere considerati fiscalmente a carico è stato incrementato da 2.840,51 a 4.000 euro in relazione ai figli di età non superiore a 24 anni. Quindi in pratica, se prima del 2019 un figlio di età pari o inferiore a 24 anni avesse guadagnato 3.500 euro, di certo non si sarebbe potuto considerare a carico dei genitori. Dal 2019 invece sì: qualunque figlio che fino a 24 anni (leggi 25 non ancora compiuti) guadagni un reddito superiore a 2.840,51 euro ma non a 4.000 euro, può essere considerato a carico dei genitori. Il dubbio, appunto, sorge sull’annualità in cui di fatto avviene il compimento dei 25 anni.
Sulla questione era intervenuta tempo fa l'Agenzia delle Entrate durante un Telefisco del Sole 24 Ore spiegando appunto che “il requisito anagrafico deve ritenersi sussistere per l’intero anno in cui il figlio raggiunge il limite di età, a prescindere dal giorno e dal mese in cui ciò accade”. In altri termini, quando avviene il passaggio dai 24 ai 25 anni, e quindi diventa decisiva la differenza tra il percepire fino a 4.000 euro o il percepirne solo fino a 2.840, la detrazione sul carico non viene “spezzettata” in base alla data del compleanno, ma si applica uniformemente su tutti e 12 i mesi.
Pertanto, ai fini della dichiarazione 2026 (redditi 2025) bisogna vedere semplicemente quanti anni ha compiuto il figlio nel corso del 2025. Se quindi il figlio nel 2025 ha compiuto 25 anni, la soglia di reddito a cui fare riferimento per verificare la condizione o meno di familiare a carico si abbassa automaticamente da 4.000 a 2.840,51 euro, a prescindere dal giorno e dal mese del compleanno. Per assurdo quindi, anche se il compleanno del figlio fosse stato il 31 dicembre 2025, ultimo giorno dell’anno, il limite reddituale cui fare riferimento per capire la validità o meno della detrazione sarebbe stato comunque 2.840,51 euro per tutti e 12 i mesi anziché 4.000 euro.
Luca Napolitano