Menu Chiudi

Ferie d'agosto: anche il Fisco se ne va in vacanza

 
30 LUGLIO 2019

Anche il Fisco pianta l’ombrellone in spiaggia e si concede una pausa estiva, che a seconda dei casi potrà essere più lunga o più breve. Bisogna infatti distinguere fra due casi. Da una parte abbiamo l’area del contenzioso tributario, e quindi la sospensione dei termini processuali (tanto per i procedimenti ordinari, quanto per quelli amministrativi); dall’altra abbiamo invece l’area dei versamenti fiscali. Se nel primo caso la pausa feriale coinciderà con tutto il mese di agosto, cioè dall’1 fino al 31, anche se di fatto l’attività riprenderà il 2 settembre, dato che il 1° settembre quest’anno cade di domenica, nel secondo caso la finestra di relax sarà un po’ più ristretta, e durerà dal 1° agosto fino al 19, quindi con riapertura dei termini a partire dal 20.

Spieghiamo allora un po’ più nel concreto cosa avviene durante la sospensione. In pratica, ogni adempimento fiscale che viene a scadere all’interno dei due lassi di tempo che abbiamo detto (quindi tra l’1 e il 31 agosto per i contenziosi o tra l’1 e il 19 per i versamenti) si stoppa automaticamente per scivolare a dopo la pausa; oppure, in ogni caso, il mese di agosto sospende in blocco il conteggio dei termini, quindi non va considerato nel calcolo dei giorni che ci separano dalla scadenza, un po’ come se fosse una “zona grigia” di tempo che a fini fiscali non esiste.

Soffermiamoci un attimo sui contenziosi e distinguiamo due tipologie di sospensione: quella con decorso dei termini già in atto e quella con decorso dei termini non ancora iniziato. Nel primo caso il conteggio è già in corso, quindi viene sospeso per poi riprendere dal primo giorno utile dopo la pausa estiva. Ad esempio, spiega l’Agenzia delle Entrate, ipotizzando che ci abbiano notificato un accertamento il 22 luglio, il conteggio dei 60 giorni entro cui poterlo impugnare sarebbe già in corso dal 23 luglio, ma avremmo comunque tempo fino al 21 ottobre per impugnarlo, non contando appunto l’intermezzo feriale del mese di agosto. Nel secondo caso invece, se si dovesse ricevere una notifica nel bel mezzo di agosto, i termini per impugnare quell’atto decorrerebbero comunque dal 2 settembre, non avendo alcun valore i giorni di agosto successivi alla notifica.

Infine, sul piano dei diversi adempimenti e versamenti tributari, la pausa estiva termina il 19 agosto (compreso), con riapertura delle casse a partire dal 20. In altre parole, se si deve effettuare tramite F24 il versamento di un’imposta che scade nei primi 20 giorni di agosto, questo può essere eseguito entro il 20 agosto (o anche il 20 stesso) senza il rischio di incorrere in nessuna maggiorazione. Il discorso invece cambia per la sospensione dei termini di pagamento delle somme dovute al Fisco a seguito di avvisi bonari scaturiti dai controlli automatici o formali, ad eccezione di quelli derivati da accessi, ispezioni e verifiche, nonché delle procedure di rimborso ai fini Iva. In quest’ultimo caso infatti la pausa dura dal 1° agosto al 4 settembre.
0