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Familiari, il decreto correttivo ci ripensa sulle detrazioni

 
25 LUGLIO 2025

Sulle detrazioni legate ai familiari a carico il Governo corre ai ripari e fa dietrofront. Almeno parzialmente. Il decreto correttivo emanato dal Consiglio dei Ministri del 14 luglio va infatti in questa direzione, sconfessando di fatto, a distanza di 7 mesi, alcune novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 in vigore da gennaio. Le correzioni introdotte dal decreto intervengono nello specifico sulla spettanza delle detrazioni applicate alle spese per i familiari a carico (mediche, di studio, sportive ecc), benefici che a seguito dei tagli sulle detrazioni per i carichi fiscali decretati nella manovra avevano finito per subire lo stesso destino. Con gli aggiustamenti invece del decreto correttivo, le detrazioni sulle spese dovrebbero per lo meno essere salvaguardate, e ovviamente con effetto retroattivo a partire dal 1° gennaio 2025.

Detrazioni familiari carico: cosa cambia nel 2025

Per capire meglio la questione riavvolgiamo il nastro al 1° gennaio. La Manovra 2025 entra in vigore stabilendo che:
  1.  dei familiari coi quali non serve la convivenza affinché possano essere considerati fiscalmente a carico, oltre al coniuge restano i figli fino a 30 anni, a meno che non si tratti di figli con disabilità accertate (prima invece anche un figlio non disabile di 50 anni poteva essere considerato a carico, e il genitore usufruire della relativa detrazione);
  2. di tutti i cosiddetti “altri familiari” per cui prima, se conviventi, si potevano richiedere le detrazioni sui carichi fiscali, restano solo gli ascendenti, ovvero quelli da cui si discende, in parole povere genitori o nonni; quindi questo significa che dalla cerchia degli “altri familiari” per cui fino al 2024 si sono potute chiedere le detrazioni sui carichi fiscali, vengono esclusi, anche se coabitanti e mantenuti, i fratelli, le sorelle, i generi, le nuore, i suoceri e i nipoti.


Fin qui, come abbiamo detto, siamo restati sul piano dei “carichi” fiscali, cioè sugli sgravi IRPEF che presuppongono ai sensi del TUIR un certo “sconto” sull’imposta in relazione al familiare X o Y (sconto che viene appunto applicato sullo stipendio o sulla pensione nel caso dei lavoratori dipendenti o pensionati).


Detrazioni familiari carico: stretta anche sulle spese

È chiaro però – spostando un poco più in là la visuale – che in base a questo schema anche le detrazioni sulle spese effettuate per quei familiari (non più considerati a carico) vengono automaticamente tagliate. Per fare un esempio pratico: se prima la nonna poteva pagare le rette della scuola e l’iscrizione alla piscina per il nipote convivente, sicura di poterle poi detrarre col 730, adesso, secondo quanto stabilito dalla Legge di Bilancio, non può non più farlo, visto appunto che i nipoti non rientrano più nel gruppo dei familiari da poter dichiarare a carico. Idem, ad esempio, per un fratello convivente con la sorella che non può più detrarre le sue spese mediche. Insomma di casi analoghi potremmo immaginarne all’infinito.

Detrazioni fiscale correttivo: ripristino sulla detraibilità delle spese per i familiari

È proprio qui allora che interviene il decreto correttivo del 14 luglio, ripristinando cioè la spettanza per lo meno delle detrazioni sulle spese effettuate per tutti i familiari che fino al 31.12.24 potevano essere messi a carico, e permettendo così alla nonna di mantenere la detrazione sulle spese scolastiche del nipote, o al fratello di mantenerla sulle spese mediche sostenute per la sorella. In generale quindi sarà di nuovo possibile includere nei benefici fiscali anche quelle spese sostenute per familiari non più considerati a carico dalla Legge di Bilancio 2025, a patto ovviamente che ricorrano i requisiti della convivenza o l’erogazione di assegni alimentari extra-giudiziali. Perché la norma adesso vada “in porto” bisognerà chiaramente aspettare il decorso dell’approvazione parlamentare entro 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta, ma se non altro la strada per il ripensamento è tracciata.

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