Menu Chiudi

Ecobonus e Sismabonus: regole gemelle sulla cessione del credito

 
13 MARZO 2019

Ecobonus e Sismabonus viaggiano in parallelo, cedibili entrambi sia per i soggetti appartenenti alla cosiddetta no tax area – cioè in sostanza coloro che avendo redditi troppo bassi non hanno margini di manovra per poter beneficiare delle detrazioni teoricamente spettanti perché eccedenti l’imposta stessa – sia per quelli capienti che fanno (o potrebbero fare) la dichiarazione applicando normalmente i bonus in relazione alle spese effettuate; spese, quindi, che andrebbero a diminuire l’imposta dovuta.

Quindi, in pratica, sia per l’Ecobonus che per il Sismabonus “la possibilità di cedere la detrazione riguarda tutti i soggetti che sostengono le spese in questione, compresi coloro che, in concreto, non potrebbero fruire della corrispondente detrazione in quanto l’imposta lorda è assorbita dalle altre detrazioni o non è dovuta”. Per quel che riguarda invece i soggetti “cessionari” (cioè coloro ai quali può essere destinata la cessione), l’amministrazione elenca i seguenti:

  • i fornitori dei beni e servizi necessari alla realizzazione degli interventi agevolabili;
  • i soggetti privati (non solo persone fisiche, ma anche i soggetti che esercitano attività di lavoro autonomo o d’impresa, anche in forma associata);
  • banche e intermediari finanziari, questi ultimi però solo nell’ipotesi di cessione del credito da parte di un contribuente no tax area.

Ma nel concreto cosa occorre fare? Il condòmino che cede il credito deve in buona sostanza comunicare all’amministratore del condominio, entro il 31 dicembre del periodo d’imposta di riferimento, “l’avvenuta cessione e la relativa accettazione da parte del cessionario, indicando la denominazione e il codice fiscale di quest’ultimo, oltre al proprio nome, cognome e codice fiscale”.

L’amministratore dal canto suo comunicherà la denominazione, il codice fiscale del cessionario, l’accettazione da parte di quest’ultimo del credito ceduto nonché l’ammontare dello stesso, spettante sulla base delle spese sostenute dal condominio entro il 31 dicembre dell’anno precedente, e consegnerà al condòmino stesso la certificazione delle spese a lui imputabili, sostenute nell’anno precedente.

Il punto, invece, su cui le regole di cessione dei due bonus non collimano è la natura degli interventi eseguiti. Ossia: se da una parte l'Ecobonus ammette, a decorrere dal 1° gennaio 2018, la possibilità di cessione del credito tanto per gli interventi condominiali quanto per quelli effettuati sulle singole abitazioni private, tale estensione non è stata ancora introdotta per il bonus applicato agli interventi anti-sismici, che resta dunque cedibile solo in caso di lavori condominiali (come previsto a suo tempo dalla Legge di Bilancio 2017), ma non in caso di lavori su singole abitazioni.

A sottolineare il più ampio margine di manovra per la cessione dell'Ecobonus è stata poi la stessa Agenzia delle Entrate nella Circolare 11/E del 18 maggio 2018: “La legge di bilancio 2018 – scriveva l’AdE – ha, infine, esteso, a decorrere dal 1° gennaio 2018, la possibilità di cedere il credito corrispondente anche alla detrazione spettante per interventi effettuati sulle singole unità immobiliari confermando che:

  • il predetto credito può essere ceduto ai fornitori che hanno effettuato gli interventi nonché ad altri soggetti privati, con la facoltà per gli stessi di successiva cessione del credito, con esclusione delle banche e degli intermediari finanziari;
  • il credito può essere ceduto anche alle banche e agli intermediari finanziari da parte dei soli contribuenti che ricadono nella no tax area.”
5