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Dopo l'Unico 2016 si corre verso il 730 integrativo

 
03 OTTOBRE 2016

Ad ogni errore la sua correzione. Tramontata la scadenza del 30 settembre – data entro la quale chi avesse già presentato il 730, dimenticandosi di dichiarare qualche reddito o attribuendosi detrazioni/deduzioni non spettanti, avrebbe dovuto consegnare telematicamente un Unico 2016 correttivo nei termini –, entriamo adesso nella scia del 730 integrativo, la cui scadenza è invece fissata per il 25 ottobre, data ultima di consegna presso un intermediario fiscale (visto da soli non è possibile presentarlo) del modello finalizzato a recuperare determinati benefici che però il contribuente, per disattenzione o inesperienza, non si è attribuito nella dichiarazione originaria. Qualcuno, ad esempio, potrebbe aver dichiarato redditi più alti di quelli effettivamente percepiti, o magari potrebbe aver lasciato fuori dal modello oneri detraibili o deducibili che avrebbero così contribuito ad abbassare l’imposta.

Tutte queste “sviste” sono appunto rettificabili col 730 integrativo, che sarà contrassegnato sul frontespizio dal codice 01 qualora la correzione fosse effettuata solo per modificare determinati redditi dichiarati in eccesso oppure per inserire oneri detraibili/deducibili dimenticati in precedenza; dal codice 02 se invece si dovessero rettificare soltanto i riferimenti del sostituto d’imposta; e infine dal codice 03 se le rettifiche riguardassero contemporaneamente sia i dati del sostituto che i redditi e/o le voci detraibili/deducibili. Ad ogni modo, chi dovesse mancare la scadenza del 25 ottobre avrà comunque un altro anno a disposizione potendo presentare un Unico integrativo entro il 30 settembre 2017, ma è ovvio che in tal caso le tempistiche dei relativi rimborsi andrebbero a dilatarsi non poco.

Ma quali sono i principali errori? Sulla base dei dati che Caf Acli ha recentemente elaborato per Il Sole 24 Ore, “a farla da padrone è la correzione del rigo E1, quello delle spese sanitarie, ritoccato nel 63,6% dei 10.226 modelli integrativi presentati sinora al Caf Acli. Il caso più semplice – riporta Il Sole – è quello della ricevuta medica o degli scontrini farmaceutici che sbucano dalla tasca del cappotto quando il 730 è già stato trasmesso alle Entrate. Ma in molti casi l'incremento della detrazione deriva dalla correzione della percentuale di carico dei figli”. In effetti, ha commentato Paolo Conti, Direttore generale di Caf Acli, “quando ci si accorge che conviene attribuire al 100% un figlio a un genitore anziché all’altro, anche le spese mediche legate al bambino vanno riproporzionate”. L'intervento allora sui familiari a carico emerge quale seconda motivazione più frequente di correzione del 730. “Oltre all’ipotesi in cui ci si rende conto che un genitore non ha abbastanza reddito per sfruttare tutte le detrazioni – e quindi conviene assegnare il figlio all’altro – può succedere di scoprire solo dopo la presentazione della dichiarazione che un familiare ritenuto fiscalmente autonomo è in realtà a carico, perché non ha superato 2.840,51 euro di reddito complessivo.

In ultimo, sono anche abbastanza comuni i casi di correzione riguardanti le spese di ristrutturazione e risparmio energetico. “Per gli interventi sulle parti comuni, può succedere che la certificazione dell'amministratore condominiale arrivi dopo l'invio del 730 – osserva Conti – mentre un errore frequente per i privati può riguardare i lavori a cavallo d’anno in cui, sbagliando, si è seguita la fattura, datata magari nel 2016, e non il bonifico, datato 2015”. Tutto questo per dire, in conclusione, che l’errore è più probabile di quanto si pensi e che una distrazione o una dimenticanza possono capitare a chiunque. Se dunque non si fosse pronti a mettere la mano sul fuoco per quanto dichiarato sul 730, un ripasso veloce sulla documentazione e sulle fatture potrebbe non essere una cattiva idea. Anzi.
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