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Dichiarazione IVA: scadenza il 30 aprile, poi scatta la sanzione

 
26 APRILE 2019

Martedì 30 aprile scade il termine per la trasmissione della Dichiarazione IVA 2019, relativa all’anno 2018. Infatti, secondo quanto stabilito dal DPR 322/1998, la presentazione deve essere effettuata nel periodo compreso tra il 1° febbraio e il 30 aprile dell’anno d’imposta successivo.

Le dichiarazioni tardive presentate entro 90 giorni dalla scadenza del termine sono comunque valide, fatta salva l’applicazione delle sanzioni previste dalla legge (da un minimo di 250 a un massimo di 2.000 euro), a meno che il contribuente non provveda a recuperare spontaneamente col ravvedimento operoso.

Nel caso, poi, dal modello risultasse anche un’imposta non versata, scatterebbe la sanzione stabilita per l’omesso versamento (pari al 30% dell’imposta), ma anche per tale violazione il contribuente avrebbe dalla sua la possibilità di ricorrere all’istituto del ravvedimento operoso.

Le dichiarazioni invece presentate con un ritardo superiore a 90 giorni si considerano omesse, ma in ogni caso costituiscono titolo per la riscossione dell’imposta dovuta. In tal caso si applica la sanzione:
  • dal 120 al 240% dell’ammontare dell’imposta dovuta, partendo da una base minima di 250 euro in presenza di debito d’imposta;
  • da 250 a 2.000 euro se il soggetto effettua esclusivamente operazioni per le quali non è dovuta l’imposta.


Generalmente sono obbligati alla presentazione della dichiarazione annuale IVA tutti i contribuenti esercenti attività d’impresa ovvero attività artistiche o professionali titolari di partita IVA. Ne sono invece esonerati dalla presentazione della dichiarazione IVA, in particolare, i seguenti soggetti d’imposta:

  • i contribuenti che per l’anno d’imposta abbiano registrato esclusivamente operazioni esenti, nonché coloro che essendosi avvalsi della dispensa dagli obblighi di fatturazione e di registrazione abbiano effettuato soltanto operazioni esenti;
  • i contribuenti che si avvalgono del regime forfetario per le persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti e professioni;
  • i contribuenti che si avvalgono del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità;
  • i produttori agricoli esonerati dagli adempimenti (Dpr n. 633/1972);
  • gli esercenti attività di organizzazione di giochi, intrattenimenti ed altre attività simili esonerati dagli adempimenti IVA, che non abbiano optato per l’applicazione dell’IVA nei modi ordinari;
  • le imprese individuali che abbiano dato in affitto l’unica azienda e che non esercitino altre attività rilevanti agli effetti dell’IVA;
  • i soggetti passivi d’imposta, residenti in altri stati membri della Comunità europea, se hanno effettuato nell’anno d’imposta solo operazioni non imponibili, esenti, non soggette o comunque senza obbligo di pagamento dell’imposta;
  • i soggetti che hanno esercitato l’opzione per l’applicazione delle disposizioni in materia di attività di intrattenimento e di spettacolo, esonerati dagli adempimenti IVA per tutti i proventi conseguiti nell’esercizio di attività commerciali connesse agli scopi istituzionali;
  • i soggetti domiciliati o residenti fuori dall’Unione europea, non identificati in ambito comunitario, che si sono identificati ai fini dell’IVA nel territorio dello Stato per l’assolvimento degli adempimenti relativi ai servizi di telecomunicazione, tele-radiodiffusione ed elettronici resi a committenti, non soggetti passivi d’imposta, domiciliati o residenti in Italia o in un altro Stato membro.

La dichiarazione deve essere presentata esclusivamente per via telematica all’Agenzia delle Entrate e può essere trasmessa:

  1. direttamente dal dichiarante, attraverso i servizi telematici istituzionali Entratel o Fisconline;
  2. tramite un intermediario abilitato come CAF ACLI, obbligato a trasmettere per via telematica all’Agenzia delle Entrate sia le dichiarazioni predisposte per conto del dichiarante sia quelle predisposte dal dichiarante stesso e per le quali ha assunto l’impegno alla presentazione;
  3. tramite altri soggetti incaricati (soluzione valida solo per le Amministrazioni dello Stato);
  4. tramite società appartenenti al gruppo.
Quanto ai versamenti veri e propri, quest'anno l’IVA dovuta in base alla dichiarazione annuale doveva essere pagata in unica soluzione entro il 18 marzo (il 16 cadeva di sabato) nel caso in cui il relativo importo superasse la soglia dei 10 euro. In alternativa il regolamento prevede anche l’opportunità di rateizzare l’imposta, e in questo caso la prima rata avrebbe comunque dovuto essere versata entro il termine stesso del 18 marzo. Le rate successive alla prima devono invece essere versate entro il giorno 16 di ciascun mese, ed in ogni caso l’ultima non può andare oltre il 16 novembre.
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