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Dichiarazione IVA in ritardo a un passo dal fotofinish

 
27 LUGLIO 2026

Traguardo a un passo per la dichiarazione tardiva dell’IVA. Entro il 29 luglio, coloro che avevano “bucato” l’appuntamento ordinario del 30 aprile scorso, dovranno provvedere alla presentazione del modello 2026 relativo all’anno d’imposta 2025. La normativa prevede infatti un termine supplementare di ulteriori 90 giorni a partire dalla scadenza canonica entro i quali le dichiarazioni trasmesse sono comunque considerate valide. Nel caso però di presentazione tardiva resta applicabile una sanzione amministrativa per il ritardo il cui importo è pari a 250 euro, ma grazie al ravvedimento operoso il contribuente può ridurre la sanzione a un decimo del minimo previsto, versando quindi soltanto 25 euro.

La Dichiarazione annuale IVA 2026 dev'essere presentata dai titolari di partita IVA che nel 2025 hanno esercitato attività d’impresa, artistiche o professionali. Tra di essi, però, vi sono anche dei casi di esonero, ad esempio i contribuenti che:
  • hanno registrato esclusivamente operazioni esenti;
  • si sono avvalsi per tutto l’anno d’imposta del regime forfetario (chiaramente riferito alle regole valide per il 2025);
  • si avvalgono del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità.

"Rispetto agli anni passati – spiega l’Agenzia delle Entrate sulla sua rivista online FiscoOggi – il modello Iva 2026 presenta alcune modifiche, in gran parte di natura tecnica, che riflettono aggiornamenti normativi intervenuti nel corso del 2025. Nei quadri VE e VJ trovano ora spazio le prestazioni di servizi rese alle imprese di trasporto, movimentazione merci e logistica, per le quali è stata esercitata l’opzione che consente al committente di versare l’imposta in nome e per conto del prestatore. Nel quadro VX è stato invece eliminato il riquadro dedicato all’attestazione delle società e degli enti operativi, mentre nel quadro VW non compare più il rigo utilizzato per escludere dalla liquidazione Iva di gruppo i crediti trasferiti da società risultate non operative nel corso dell’anno".

Se poi nel modello originario si commettono errori od omissioni da cui scaturisce l’indicazione di un maggiore o di un minore imponibile o, comunque, di un maggiore o di un minore debito d’imposta o di una maggiore o di una minore eccedenza detraibile, subentrerebbe la possibilità della dichiarazione integrativa, strumento attraverso il quale il contribuente può modificare elementi della dichiarazione sia a proprio favore sia a proprio sfavore.

Per le dichiarazioni IVA 2026 presentate entro i termini ordinari (30 aprile 2026) oppure nei successivi 90 giorni (29 luglio 2026), il modello integrativo potrà essere trasmesso fino alla scadenza dei termini di accertamento, sarebbe a dire fino al 31 dicembre 2031, ossia entro il quinto anno successivo a quello di presentazione. Se poi la dichiarazione integrativa fosse presentata entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d'imposta successivo, il credito che deriva dal minor debito o dalla maggiore eccedenza detraibile potrebbe essere:
  • portato in detrazione in sede di liquidazione periodica o di dichiarazione annuale;
  • utilizzato in compensazione;
  • chiesto a rimborso.
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