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Dichiarazione IVA: il ritardo si recupera entro il 29 luglio

 
24 LUGLIO 2019

Una scadenza tira l’altra, e il mese luglio non è certo avaro di suspense fiscalmente parlando. Accantonato il traguardo del Modello 730, ci dirigiamo a spron battuto verso la data del 29 luglio, che chiama a raccolta tutti i contribuenti che non hanno adempiuto - entro il termine ordinario del 30 aprile - a presentare la Dichiarazione IVA 2019 sull’anno d’imposta 2018 (per assistenza è possibile fare riferimento alle nostre sedi locali).

Ovviamente è inevitabile che la trasmissione tardiva comporti dei costi extra nei confronti dell’erario. Sono infatti previste sanzioni modulate a seconda dei casi. Di norma viene applicata una sanzione da un minimo di 250 a un massimo di 2.065 euro che sarà versata con Modello F24 (codice tributo 8911), riducibile però a un decimo, avvalendosi dell’istituto del ravvedimento operoso. In caso però di imposta dovuta bisognerà versare anche le sanzioni per l’omesso versamento, pari al 15% dell’imposta stessa.

Passata invece la data del 29 luglio 2019 la dichiarazione non potrà che essere considerata omessa. E anche questa casistica comporta delle sanzioni. Di base la sanzione per omessa dichiarazione va dal 120% al 240% dell’ammontare dell’imposta dovuta. In caso invece di imposta non dovuta, la sanzione minima applicata non può essere inferiore a 250 euro, fino a un massimo di 2.000.

Se però la presentazione della Dichiarazione IVA, comunque omessa, avviene entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo, quindi tra il 30 luglio 2019 e il 30 aprile 2020, la sanzione scende al 60-120% dell’imposta non versata.
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