24 APRILE 2026
Dichiarazione IVA 2026 vicina al capolinea. La scadenza è fissata, come ogni anno, alla data del 30 aprile, termine di presentazione entro cui il modello relativo al periodo d'imposta 2025 va trasmesso esclusivamente in modalità telematica, direttamente dal contribuente o tramite un intermediario abilitato come CAF ACLI (contattaci per assistenza).
Dichiarazione IVA 2026: quali sono le novità?
"Rispetto agli anni passati - spiega FiscoOggi, magazine online dell'Agenzia Entrate - il modello Iva 2026 presenta alcune modifiche, in gran parte di natura tecnica, che riflettono aggiornamenti normativi intervenuti nel corso del 2025. Nei quadri VE e VJ trovano ora spazio le prestazioni di servizi rese alle imprese di trasporto, movimentazione merci e logistica, per le quali è stata esercitata l’opzione che consente al committente di versare l’imposta in nome e per conto del prestatore. Nel quadro VX è stato invece eliminato il riquadro dedicato all’attestazione delle società e degli enti operativi, mentre nel quadro VW non compare più il rigo utilizzato per escludere dalla liquidazione Iva di gruppo i crediti trasferiti da società risultate non operative nel corso dell’anno".
Dichiarazione IVA 2026: chi deve farla e chi no...
La Dichiarazione annuale IVA 2026 dev'essere presentata dai titolari di partita IVA che nel 2025 hanno esercitato attività d’impresa, artistiche o professionali. Tra di essi, però, vi sono anche dei casi di esonero, ad esempio i contribuenti che:
- hanno registrato esclusivamente operazioni esenti;
- si sono avvalsi per tutto l’anno d’imposta del regime forfetario (chiaramente riferito alle regole valide per il 2025);
- si avvalgono del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità.
Altri casi di esonero sono invece rappresentati…
- dai produttori agricoli esonerati dagli adempimenti;
- dagli esercenti attività di organizzazione di giochi, intrattenimenti e altre attività simili, esonerati dagli adempimenti Iva;
- dai soggetti passivi d’imposta, residenti in altri stati membri della Comunità europea, se hanno effettuato nell’anno d’imposta solo operazioni non imponibili, esenti, non soggette o comunque senza obbligo di pagamento dell’imposta;
- dalle organizzazioni di volontariato e dalle associazioni di promozione sociale che hanno optato per l’applicazione del regime speciale (art. 1, commi da 54 a 63, Legge 190/2014).
Per presentare la Dichiarazione IVA 2026 si può ricorrere, oltre che al modello ordinario, anche al modello IVA base/2026, vale a dire una versione semplificata del modello ordinario riservata ai contribuenti che nel corso del 2025 hanno determinato l’imposta secondo le regole generali previste dalla disciplina Iva. Ad esempio il modello può essere utilizzato, fra gli altri, anche dai soggetti IVA (persone fisiche e non) che durante lo scorso anno:
- non hanno applicato i criteri dettati dai regimi speciali;
- non hanno effettuato operazioni con l’estero;
- non hanno partecipato ad operazioni straordinarie o trasformazioni sostanziali soggettive.
Dichiarazione IVA 2026: è possibile mandarla tardiva?
La Dichiarazione IVA prevede comunque la possibilità della trasmissione tardiva. Se infatti si dovesse "bucare" la scadenza del 30 aprile, ma trasmettendo il modello 2026 entro 90 giorni dal termine, ciò non andrebbe a scapito della validità fiscale della dichiarazione, ma farebbe scattare le sanzioni amministrative (comunque minime) del ravvedimento operoso. Trascorsi invece novanta giorni (quindi a partire dal 91° giorno oltre la scadenza), la dichiarazione, anche se inviata, sarebbe comunque considerata omessa.