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Detrazioni Modello 730: la tracciabilità slitta ad aprile?

 
07 FEBBRAIO 2020

Sull’obbligo di tracciabilità delle spese a fini fiscali, che innegabilmente per CAF e contribuenti rappresenta un argomento di primario interesse, stanno arrivando in queste ore aggiornamenti importanti. In base infatti a un emendamento contenuto nel decreto Milleproroghe, che di consueto “apre” le attività legislative dell’anno dopo il via libera alla Legge di Bilancio, l’obbligo di effettuare le spese detraibili nel Modello 730 o REDDITI con metodi tracciabili slitterebbe di tre mesi, cioè diverrebbe operativo non più dal 1° gennaio (come di fatto è già, in base a quanto disposto dalla manovra economica), bensì dal 1° aprile 2020.

Quindi in sostanza la possibilità di pagare in contanti gli acquisti o le prestazioni che saranno detraibili al 19% nel 730 del 2021 (istruzione, mutui, sport dei figli, intermediari immobiliari e via dicendo…) resisterebbe fino al 31 marzo. Se andasse in porto, sarebbe una proroga concessa a tempo record, perché interverrebbe su una disposizione convertita in legge all’incirca un mese e mezzo fa (la manovra appunto). Per ora il decreto è in discussione alla Camera, quindi non c’è che da attendere l’evolversi degli eventi.

Tutto nasce da una richiesta presentata al MEF dalla Consulta dei CAF, “preoccupata – come riporta Il Sole 24 Ore – dall’entrata in vigore del nuovo obbligo senza la necessaria informazione e preparazione di contribuenti e strutture”. C’è una logica in questo, perché effettivamente il mandato della legge non è abbastanza esaustivo da far fronte alle molte domande piovute sugli intermediari in queste settimane. La percezione comune è indirizzata verso il timore (comprensibile) di perdere dall’oggi al domani la detraibilità di spese che fino al giorno prima si erano detratte senza troppi problemi.

Ma nel momento in cui arriva una nuova legge a voler sovvertire un’abitudine molto radicata come quella dei pagamenti in contanti, la competenza fiscale di CAF e commercialisti arriva fino a un certo punto. C’è quindi bisogno di indicazioni operative ufficiali al di là della consulenza degli esperti, che comunque per adesso non hanno altra stella polare cui aggrapparsi se non appunto la norma. Non deve nemmeno trarre in inganno il fatto che la disposizione comincerà ad avere i suoi effetti non in questa (2020) ma nella prossima dichiarazione dei redditi (2021), perché secondo il cosiddetto criterio di cassa, cioè spendo nel 2020 per detrarre nel 2021, sono i comportamenti di oggi che avranno ripercussioni un domani.

Ad oggi il MEF si è dimostrato flessibile davanti alla richiesta di proroga, tant’è che il Governo ha inserito l’emendamento ad hoc nel testo del decreto inviato alla Camera. I tempi tecnici per avere una risposta definitiva sono quelli noti dei decreti legge, ovvero entro 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il Milleproroghe è entrato in vigore il 31 dicembre 2019, quindi entro il 29 febbraio dovrà essere convertito in via definitiva. Sulle sorti dell’emendamento bisognerà dunque vigilare.

Il nodo in sostanza sono le risorse economiche che dovrebbero coprire, nell’eventualità che la proroga fosse confermata, le minori entrate fiscali derivanti da un prolungamento dell’utilizzo del contante fino al 31 marzo, cioè in termini pratici: più detrazioni per più contribuenti (leggasi: meno entrate per lo Stato) rispetto a quanto preventivato dalla manovra con la partenza dell’obbligo di tracciabilità già dal 1° gennaio.

Sull’argomento noi di CAF ACLI ci eravamo già soffermati in una precedente news del 22 gennaio. Per riassumere il discorso, l’obbligo di tracciabilità investe tutte le spese detraibili al 19%, fatta eccezione per le spese mediche (farmaci, dispostivi, ecc) e per le prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche o private convenzionate col Servizio Sanitario Nazionale. Per metodi “tracciabili” intendiamo non solo carte di credito o debito, ma anche assegni o bonifici, tutto ciò insomma che “memorizzi” l’esborso al di là del contante su dispositivi di tracciamento. Staremo dunque a vedere cosa accadrà entro fine febbraio, cioè se l’utilizzo del contante resterà libero o meno fino al 31 marzo.

Luca Napolitano
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