21 SETTEMBRE 2026
Divieto di cumulabilità tra bonus Nido INPS e detrazione fiscale. Il principio è dichiarato espressamente nella Circolare 7/E/2018 dell’Agenzia delle Entrate, secondo cui “la detrazione è alternativa al contributo di cui all’art. 1, comma 355, della legge 11.12.2016, n. 232, erogato dall'Istituto nazionale della previdenza sociale tramite un pagamento diretto al genitore richiedente, per far fronte al pagamento della retta relativa alla frequenza di asili nido pubblici o asili nido privati autorizzati o per l'introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione in favore dei bambini affetti da gravi patologie croniche”. Se quindi il Bonus Nido esclude la detrazione e viceversa, proviamo a capire che differenza c'è tra le due agevolazioni e in caso da che parte possa pendere la bilancia della convenienza.
Bonus Nido e detrazione spese nido: che differenza c'è?
La detrazione sulle spese di frequenza al nido è fissata nella misura del 19% entro un importo massimo di spesa pari a 632 euro per ciascun figlio che frequenta l’asilo nido – pubblico o privato che sia – e la “somma verrebbe ripartita tra i genitori in base all’onere da ciascuno sostenuto”. Quindi lo sconto effettivo sull’imposta non sarà di 632 euro, bensì al massimo di 120 euro a figlio (il 19% di 632 euro).
Il bonus prevede invece la corresponsione (a carico appunto dell’INPS) di certe quote mensili variabili a seconda del valore ISEE del nucleo familiare a copertura delle rette pagate per:
- la frequenza di asili nido - sia pubblici che privati - in favore di bambini con meno di tre anni;
- l'utilizzo di altre forme di assistenza domiciliare in favore di bambini (sempre al di sotto dei tre anni) affetti da gravi patologie croniche.
Bonus Nido: come viene erogato in base all’ISEE
Tale è la stratificazione delle quote del Bonus Nido erogate in base al valore ISEE e alla data di nascita del bimbo, considerando inoltre che nel caso in cui la domanda non fosse corredata dell'ISEE si avrebbe diritto al valore minimo previsto per le fasce più “ricche”. Perciò…
1. Per i bambini nati dal 1° gennaio 2024:
- bonus massimo mensile erogabile pari a 327 euro per 11 mensilità in presenza di un ISEE minorenni pari o inferiore a 40.000 euro;
- bonus massimo mensile erogabile pari a 136 euro per 11 mensilità in presenza di un ISEE minorenni superiore a 40.000 euro, o nel caso di ISEE assente.
2. Mentre per i bambini nati in data antecedente al 1° gennaio 2024:
- bonus massimo mensile erogabile pari a 272 euro per 11 mensilità in presenza di un ISEE minorenni fino a 25.000,99 euro;
- bonus massimo mensile erogabile pari a 227 per 11 mensilità in presenza di un ISEE minorenni da 25.001 euro fino a 40.000 euro;
- bonus massimo mensile erogabile pari a 136 per 11 mensilità in presenza di un ISEE minorenni superiore a 40.000 euro, o nel caso di ISEE assente.
Bonus Nido: i requisiti per ottenerlo
Ai fini del Bonus Nido è inoltre fondamentale, per il genitore che sostiene l’onere della retta, la convivenza col figlio ed essere in possesso dei seguenti requisiti:
- cittadinanza italiana/UE;
- permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
- carte di soggiorno per familiari extracomunitari di cittadini dell’Unione europea;
- carta di soggiorno permanente per i familiari non aventi la cittadinanza dell’Unione europea;
- status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria;
- residenza in Italia.
Si dovrà poi, al momento della domanda, allegare la documentazione che dimostri almeno il “pagamento della retta relativa al primo mese di frequenza dell’asilo per cui si richiede il beneficio oppure, nel caso di asili nido pubblici che prevedono il pagamento delle rette posticipato rispetto al periodo di frequenza, la documentazione da cui risulti l’iscrizione o comunque l’avvenuto inserimento in graduatoria del bambino”.
Bonus nido o detrazione: cosa conviene di più?
Tenuto allora conto che la detrazione massima cui si avrebbe diritto è pari a 120 euro, mentre il bonus garantirebbe almeno un assegno da 136 euro mensili per 11 mesi, ovviamente in presenza di un ISEE non c’è dubbio che in termini economici la convenienza penda tutta da questa parte, fatto salvo che la detrazione permetterebbe in un secondo momento l’alleggerimento dell’imposta sul reddito, e quindi l’eventualità di avere un conguaglio un po’ più favorevole sulla busta paga.