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Detrazione premi: contraente e assicurato devono coincidere

 
23 SETTEMBRE 2020

Sì fa presto a dire assicurazione. La detraibilità infatti dei premi assicurativi nel Modello 730 varia a seconda del tipo di polizza (per assistenza su appuntamento entro il 30 settembre è possibile contattare i nostri uffici territoriali, altrimenti si può prenotare dall'area riservata o usufruire della nostra piattaforma www.il730.online). In linea generale possiamo anticipare che la detrazione pari al 19% riguarda i contratti assicurativi:

  • sulla vita e contro gli infortuni, stipulati o rinnovati prima del 31 dicembre 2000;
  • stipulati o rinnovati dal 1° gennaio 2001 aventi ad oggetto il rischio di morte e di invalidità permanente non inferiore al 5 per cento da qualsiasi causa derivante nonché quelli contro il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana sempreché, in quest’ultima evenienza, l’impresa di assicurazione non abbia facoltà di recesso dal contratto.
 
Nel caso invece dei cosiddetti contrasti “misti”, cioè quelli che prevedono l’erogazione della prestazione sia in caso di morte sia in caso di permanenza in vita dell’assicurato alla scadenza del contratto o in caso di riscatto anticipato, la detrazione, spiega l’Agenzia delle Entrate, “spetta solo per la parte di premio riferibile al rischio morte, che deve essere evidenziato dalla compagnia assicuratrice nel documento attestante la spesa”.


Ora, al di là della diversificazione tra le polizze e delle relative detrazioni che vedremo più avanti, è possibile delineare un principio generale sulla spettanza del beneficio fiscale, ovvero “è necessario che vi sia coincidenza tra contraente e assicurato indipendentemente dalla figura del beneficiario che può essere chiunque. La figura del beneficiario rileva solo se l’assicurazione è a tutela di persone con disabilità grave”. Se poi la spesa è stata sostenuta nell’interesse di un familiare fiscalmente a carico, la detrazione spetta “a prescindere dalla circostanza che nel contratto di assicurazione lo stesso familiare risulti come contraente e/o come assicurato”.

Più precisamente, la detrazione spetta al contribuente se:
  • egli è contraente e assicurato;
  • egli è contraente e un suo familiare a carico è il soggetto assicurato;
  • un suo familiare a carico è sia contraente che soggetto assicurato;
  •  egli è il soggetto assicurato e un suo familiare a carico è il contraente;
  •  il contraente è un familiare a carico e il soggetto assicurato è un altro familiare a carico.

Vediamo quindi le diverse detrazioni applicate in relazione alla tipologia di polizza.


Detrazione premi relativi alle assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni.

Rientrano in questa prima tipologia i premi versati per i contratti:

  • di assicurazione sulla vita e contro gli infortuni stipulati o rinnovati entro il 31 dicembre 2000, a condizione che il contratto abbia una durata non inferiore a cinque anni e non consenta la concessione di prestiti nel periodo di durata minima;
  • stipulati o rinnovati dal 2001, a condizione che abbiano ad oggetto il rischio morte o invalidità permanente non inferiore al 5 per cento (da qualunque causa derivante).
 
La detrazione del 19% viene calcolata su un ammontare massimo annuo pari a 530 euro. Tale limite va considerato complessivamente e pertanto, anche in presenza di una pluralità di contratti, l’ammontare massimo di spesa detraibile sarà sempre di 530 euro, per un risparmio effettivo sull’imposta lorda che arriverebbe quindi a un centinaio di euro.

Detrazione premi relativi alle assicurazioni finalizzate alla tutela delle persone con disabilità grave.

Questa seconda tipologia di detrazione è in vigore a decorrere dal 2016 e riguarda i premi versati per i contratti di assicurazioni finalizzati alla tutela delle persone con disabilità grave aventi per oggetto il rischio di morte; in tal caso il limite massimo di spesa ammessa alla detrazione del 19% sale da 530 a 750 euro.

Detrazione premi relativi alle assicurazioni aventi per oggetto il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana.

In quest’ultimo caso la ratio riguarda il rischio di invalidità permanente e la detrazione al 19%, che spetta su un importo massimo di 1.291,14 euro (al netto dei premi per le due tipologie di assicurazione che abbiamo già visto), può essere applicata a patto che la copertura sia relativa ad un’invalidità permanente non inferiore al 5 per cento, a prescindere dalle cause che l’abbiano determinarla (infortuni o malattie). Nel caso specifico in cui il contratto di assicurazione copra il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana, la detrazione è applicabile a condizione che:
  • l’impresa di assicurazione non abbia la facoltà di recedere dal contratto;
  • i contratti rispondano alle caratteristiche individuate con il decreto del Ministro delle finanze del 22 dicembre 2000, ovvero: devono prevedere la copertura del rischio per l’intera vita dell’assicurato, e infine devono riguardare gli atti - così definiti - “concernenti l’assunzione di alimenti, l’espletamento delle funzioni fisiologiche e dell’igiene personale, la deambulazione e l’indossare gli indumenti”, oltre che presupporre la necessità di “sorveglianza continuativa” del soggetto disabile.
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