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Decreto Sostegni fra sospensioni e stralcio su debiti

 
26 MARZO 2021

Non solo proroghe sull’agenda del 730, ma anche una riorganizzazione dell’attività di riscossione e saldo e stralcio. Il Decreto Sostegni, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 marzo, quindi in vigore dal 23, ha infatti disposto la cancellazione automatica (e definitiva) dei debiti fiscali, risultanti dai singoli carichi affidati all’Agente della Riscossione nel periodo dall’1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2010, che alla data di entrata in vigore del testo abbiano un importo residuo fino a 5 mila euro (tra i debiti oggetto dello stralcio sono compresi anche quelli eventualmente presenti nei piani della Rottamazione-ter e del Saldo e stralcio).

L’articolo 4 del decreto solca però un confine ben preciso entro il quale sarà possibile beneficiare dello stralcio seguendo le modalità attuative che il MEF dovrà disporre con un decreto ad hoc; potranno goderne in buona sostanza solo:

  • le persone fisiche che hanno conseguito, nel periodo d’imposta 2019, un reddito imponibile fino a 30 mila euro;
  • i soggetti diversi dalle persone fisiche che hanno percepito, nel periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2019, un reddito imponibile fino a 30 mila euro.
 
Al di fuori poi dei paletti reddituali che abbiamo detto, e fino alla data che sarà sempre stabilita dal decreto del MEF, viene sospesa la riscossione di tutti i debiti risultanti dai singoli carichi affidati dall’1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2010 il cui importo residuo alla data del 23 marzo 2021 non sia superiore a 5 mila euro. Tale disposizione non si applica però alle seguenti tipologie di carichi:

  • i debiti relativi alle “risorse proprie tradizionali” dell’Unione Europea e all’imposta sul valore aggiunto riscossa all’importazione;
  • i debiti derivanti dal recupero degli aiuti di Stato considerati illegittimi dall’Unione Europea ovvero da condanne pronunciate dalla Corte dei conti;
  • le multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna.
 
Più in generale c’è la sospensione fino al 30 aprile 2021 sia dei versamenti che delle attività di notifica. Nel primo caso si tratta appunto dei versamenti in scadenza dall’8 marzo 2020 (in pratica la data del Dpcm che per la prima volta fece divenire tutta l’Italia zona rossa) al 30 aprile 2021 delle entrate, tributarie e non, derivanti da cartelle di pagamento, avvisi di addebito e avvisi di accertamento affidati all’Agente della riscossione. Nel secondo caso si tratta invece del blocco sulle attività di notifica di nuove cartelle e di altri atti di riscossione che non potranno essere iscritte o rese operative fino alla fine del periodo di sospensione, quindi fino al 30 aprile.

C’è poi il capitolo Rottamazione-ter. Il decreto fa infatti, per chi fosse in regola coi pagamenti del 2019, fa slittare al 31 luglio 2021 il termine per pagare tutte le rate scadute nel 2020. Cioè in pratica per mantenere i benefici dell’agevolazione, entro il 31 luglio 2021 (ma con 5 gg di tolleranza, quindi di fatto entro il 9 agosto) andranno versate le rate della Rottamazione-ter che erano in scadenza il 28 febbraio, il 31 maggio, il 31 luglio, il 30 novembre 2020, ma che appunto non sono state ancora pagate.

Per coloro che invece sono rimasti in regola coi pagamenti anche nel 2020, il termine ultimo per pagare tutte le rate in scadenza nel 2021 slitta al 30 novembre 2021, ma con l’aggiunta dei soliti 5 gg di tolleranza (quindi fino al 6 dicembre). In pratica entro quella data dovranno essere corrisposte, alle stesse condizioni fiscali del piano di rottamazione, le rate in scadenza il 28 febbraio, il 31 maggio, il 31 luglio e il 30 novembre 2021.

Quanto al Saldo e Stralcio, sempre entro il 31 luglio 2021 – più i 5 gg di tolleranza – andranno versate le rate scadute il 31 marzo e il 31 luglio 2020, previa regolarità dei versamenti 2019. Per coloro che invece sono in regola anche coi versamenti 2020, slitta al 30 novembre (più 5 gg) il termine ultimo per pagare le rate del 31 marzo e 31 luglio 2021.
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