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CU, spese modello 730: doppia proroga al 31 marzo

 
22 MARZO 2021

Con la pubblicazione sulla Gazzetta del 22 marzo del Dl 41/2021 – ormai noto come Decreto Sostegni – si confermano in via ufficiale le già annunciate proroghe del calendario fiscale prossimo venturo. Slittamenti di cui lo stesso MEF, nell’ormai consolidata usanza dei “comunicati-legge”, aveva già reso notizia nel week-end del 13-14 marzo, non solo in netto anticipo sulla pubblicazione del testo in GU, ma anche in anticipo sullo stesso consiglio dei ministri, avvenuto il 19 marzo, che poi di fatto ha varato il decreto. Quindi, alla luce di queste novità, la tabella di marcia del 730 precompilato 2021 subisce un piccolo rallentamento che andrà a farsi sentire sia lato Agenzia che lato contribuente.

L’effetto domino parte dalla proroga sulle CU 2021, redditi 2020: sia la consegna al lavoratore, che l’invio telematico all’Agenzia, slittano dal 16 al 31 marzo; come slittano sempre al 31 marzo le trasmissioni telematiche da parte degli enti esterni (banche, assicurazioni, atenei, enti previdenziali, amministratori di condominio, asili nido, ecc.) delle spese detraibili/deducibili effettuate nel 2020 ai fini della predisposizione dei modelli precompilati. Slitta di conseguenza di una decina di giorni anche la data a partire dalla quale la precompilata 2021 sarà resa disponibile (quindi scaricabile) dal sito dell’Agenzia Entrate: non più dal 30 aprile ma dal 10 maggio 2021. Da quel giorno in poi, quindi, avendo la “pezza d’appoggio” della precompilata, sarà possibile effettuare eventuali modifiche o integrazioni sulla base di certe spese o redditi che magari potrebbero non essere confluiti nel flusso dei dati processati dall’amministrazione.

Ricordiamo sempre, per dovere di cronaca, che modificare la precompilata non è la stessa cosa di integrarla. Modificarla vuol dire appunto modificare dati già presenti sul modello, dati quindi precaricati dall’Agenzia anche se errati; integrarla significa invece inserire letteralmente eventuali dati non presenti (redditi o spese), che in quanto tali vanno comunque a incidere sull’esito della dichiarazione. In entrambi i casi, integrare e/o modificare, l’azione corrisponde a un’assunzione di responsabilità da parte del contribuente che volesse gestire in autonomia il proprio modello; la valida alternativa è quindi un intermediario come CAF ACLI, che intervenendo sulla dichiarazione in base ai documenti esibiti dal contribuente, se ne assume anche la responsabilità apponendo il cosiddetto “visto”.

Ma alle proroghe fiscali si aggiunge anche il capitolo della nuova sospensione dell’attività di riscossione fino al 30 aprile, termine previsto per la fine dello stato di emergenza. Il decreto inoltre porta con sé una nuova pace fiscale, articolata su due filoni principali che prevedono:

  • lo stralcio dei debiti emessi dal 2000 al 2010, esclusivamente per i contribuenti con redditi fino a 30.000 euro: in pratica saranno cancellati automaticamente i debiti fino a 5.000 euro senza adempimenti da parte dei contribuenti;
  • la definizione agevolata degli avvisi bonari relativi al 2017 e al 2018 rivolta alle partite IVA che, a causa dell’emergenza Covid, hanno perso più del 33 per cento del volume d’affari nel 2020 rispetto al 2019 (sarà l’Agenzia delle Entrate ad inviare la proposta di sanatoria al contribuente, con l’importo dovuto al netto di sanzioni e somme aggiuntive).
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