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Credito affitto commerciale: tre modi per applicarlo

 
12 GIUGNO 2020

In dichiarazione dei redditi, in compensazione tramite Modello F24, oppure ceduto a terzi. Sono queste le tre soluzioni possibili indicate dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare 14/E del 6 giugno 2020 per applicare il credito d’imposta pari al 30% del canone di affitto d’azienda o al 60% del canone mensile per la locazione, il leasing o la concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento di attività industriali, commerciali, artigianali, agricole.

La misura è quella introdotta dal Decreto Rilancio 34/2020, su cui adesso l’amministrazione finanziaria è intervenuta con le prime indicazioni operative. Indicazioni che non si fermano alla suddetta Circolare 14/E, ma che si completano con la Risoluzione 32/E in cui viene istituito il codice tributo “6920” che consente appunto la compensazione del credito fiscale tramite il Modello F24.

“L’importo da prendere a riferimento – spiega l’Agenzia – è quello versato nel periodo d’imposta 2020 per ciascuno dei mesi di marzo, aprile e maggio (invece aprile, maggio e giugno per coloro che svolgono un’attività alberghiera o agrituristica stagionale, ndr). È comunque necessario che il canone sia stato corrisposto. In caso di mancato pagamento la possibilità di utilizzare il credito d’imposta resta sospesa fino al momento del versamento.

Se il canone invece è stato versato in via anticipata, sarà necessario individuare le rate relative ai mesi di fruizione del beneficio parametrandole alla durata complessiva del contratto. Quando le spese condominiali sono pattuite come voce unitaria all’interno del canone di locazione e tale circostanza risulti dal contratto, anche le spese condominiali possano concorrere alla determinazione dell’importo sul quale calcolare il credito d’imposta”.

Beneficia del credito chi svolge attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d'imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del Decreto Rilancio. Non solo, ma è necessario che i soggetti esercenti attività economica abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi in ciascuno dei mesi di marzo, aprile e maggio di almeno il 50% rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente.

“Il calo del fatturato o dei corrispettivi deve essere verificato mese per mese – precisa AdE –, quindi può verificarsi il caso, ad esempio, che spetti il credito d’imposta solo per uno dei tre mesi”. Fanno invece eccezione per le strutture alberghiere e agrituristiche che ne potranno beneficiare a prescindere dal volume di ricavi e compensi registrato nel periodo d'imposta precedente.

Sono inclusi i forfetari e le imprese agricole. Rientrano anche gli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, il cui “svolgimento di attività commerciale in maniera non prevalente rispetto a quella istituzionale non pregiudica la fruizione del credito d’imposta anche in relazione a quest’ultima attività”.

Per questi ultimi la verifica del calo del fatturato nei singoli mesi marzo-aprile-maggio 2020 non è prevista, quindi il requisito da rispettare, oltre a non aver conseguito nell’anno precedente indotti superiori a 5 milioni di euro, è che l’immobile per cui viene corrisposto il canone abbia una destinazione non abitativa e sia destinato allo svolgimento dell’attività.

E veniamo infine all’utilizzo del credito:

  • in compensazione tramite F24;
  • nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa;
  • oppure ceduto:
  1. al locatore;
  2. al concedente;
  3. ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione del credito.

 Per quanto riguarda l’utilizzo diretto in compensazione, questo può aver luogo, come espressamente indicato dalla norma, solo a pagamento avvenuto dei canoni. Invece per quanto riguarda l’utilizzo in dichiarazione il credito andrà indicato nel quadro RU del modello relativo al periodo d’imposta nel quale la spesa è stata sostenuta, specificando sia la quota utilizzata in dichiarazione sia l’eventuale quota compensata tramite modello F24. A loro volta, infine, anche i cessionari, qualora il titolare del credito scelga la terza opzione, possono utilizzare il credito o nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel corso del quale il credito è stato ceduto oppure in compensazione.
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