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Corsa al 1° aprile per Modello EAS, CU e avvisi ENEA

 
20 MARZO 2019

Una volta era solo il giorno del pesce d’aprile, ma quest’anno si è trasformato in una sorta di piccolo “D-day” fiscale. Tempo una decina di giorni, e il 1° di aprile si danno appuntamento tre importanti scadenze:

  • le Certificazioni Uniche 2019 che i datori di lavoro dovranno consegnare a collaboratori e dipendenti relativamente ai redditi 2018, fondamentali poi per l’elaborazione dei 730/2019;
  • i Modelli EAS che le associazioni senza fini di lucro dovranno trasmettere all’Agenzia delle Entrate;
  • la comunicazione Enea ai fini del bonus ristrutturazioni per interventi edili che abbiano anche comportato risparmio energetico.


Vediamo allora nel dettaglio le tre scadenze.

Modello EAS

L’adempimento riguarda gli enti associativi senza fini di lucro (associazioni politiche, religiose, sindacali, assistenziali, culturali, ecc.) per indicare all’Agenzia delle Entrate le eventuali modifiche, intervenute nel corso del 2018, su dati e notizie rilevanti ai fini fiscali che erano già stati comunicati in precedenza, in particolare per dimostrare la sussistenza del diritto a godere di determinate agevolazioni. L’obiettivo primario è quindi quello di contrastare eventuali frodi e tutelare le vere realtà associazionistiche. In linea generale, gli enti di nuova creazione sono sempre tenuti alla trasmissione del Modello EAS entro 60 giorni dalla data di costituzione, poi però quando cambiano i dati comunicati al momento della costituzione – ma il cambiamento non comporta la decadenza dal diritto dei benefici fiscali – il termine da rispettare per trasmetterli all’Agenzia è appunto quello del 31 marzo, quest’anno slittato al 1° aprile perché il 31 è domenica. La trasmissione deve essere effettuata in via telematica e può essere eseguita direttamente dal contribuente (attraverso i canali istituzionali Fisconline o Entratel) oppure tramite un intermediario abilitato (le sedi CAF ACLI sono disponibili al servizio).

Certificazione Unica 2019

Per quella che fino a qualche anno fa si chiamava CUD, le scadenze che coinvolgono i datori di lavoro sono due: la prima il 7 marzo per la consegna della CU all’Agenzia delle Entrate ai fini della predisposizione del Modello 730 precompilato, la seconda il 31 marzo (slittata quest’anno a lunedì 1° aprile) per la consegna della stessa al dipendente o collaboratore. Parliamo quindi del modello col quale il datore di lavoro, facente anche funzione di sostituto d’imposta, comunica al lavoratore dipendente o autonomo i compensi erogatigli nel corso dell’anno d’imposta precedente, con la particolarità che le CU Inps possono essere tranquillamente stampate tramite gli uffici CAF. Se quindi i pensionati, o in ogni caso coloro che hanno ricevuto erogazioni fiscalmente imponibili da parte dell'Inps, non dovessero essere abilitati per recuperare autonomamente dal portale Inps la loro CU, possono allora rivolgersi ai nostri uffici locali (per maggiori info vai alla scheda sul Modello CU - Certificazione Unica).

Comunicazione ENEA

All’inizio doveva essere entro il 19 febbraio, poi è arrivata una mini-proroga al 21 febbraio, dopodiché è stato deciso di rimandarla definitivamente al 1° aprile. Il 2018, dal punto di vista puramente normativo, è stato l’anno di debutto della comunicazione ENEA estesa ai lavori di ristrutturazione, detraibili con la formula classica del 50%, ma con annesso risparmio energetico, mentre per i lavori svolti fino al 31 dicembre 2017 l’obbligo di avviso sussisteva solo per quelli che sarebbero stati agevolati con l’eco-detrazione al 65%. Va comunque specificato che la scadenza del 1° aprile riguarda soltanto i lavori ultimati tra il 1° gennaio e il 21 novembre 2018, per i quali il calcolo dei 90 giorni canonici entro cui inviare la scheda ENEA sarebbe appunto scaduto il 19 febbraio 2019. Tuttavia, a seguito di una momentanea indisponibilità del sito ENEA verificatasi nei giorni antecedenti il 19, era stato deciso di concedere due giorni in più ai contribuenti coinvolti dall’adempimento. Due giorni che poi sono diventati addirittura 39, visto che dalla mini-proroga al 21 febbraio si è poi passati alla maxi-proroga fino ad aprile (per maggiori info vai alla nostra news del 22 febbraio).

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